Due Motti Massonici: POST TENEBRAS LUX – ORDO AB CHAO

Giunto quasi al termine delle sue Considerazioni sull’Iniziazione, testo che andrebbe letto con attenzione da ogni Iniziato che tale sia davvero o  che davvero desidera esser tale (a quelli che se ne autoproclamano pur non sapendo  compitare neanche alla lontana lo sconsigliamo vivamente, potrebbe turbare il loro inebriante fanta­sticare) René Guénon accenna a due significativi motti compendiati negli Alti Gradi della Massoneria Scozzese: Post Tenebras Lux e Ordo ab Chao. Entrambi attinenti all’illumina­zione iniziatica, per comprendere il loro significato bisogna aver presente la legge d’analogia espressa dalla seconda proposizione della Tavola di Smeraldo: 

«Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per fare i miracoli della cosa una. E poiché tutte le realtà sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le realtà sono nate da questa realtà unica mediante adattamento.»Quindi il principio ermetico dell’identità tra macrocosmo e microcosmo, di cui l’uno, ossia l’universo, è la riproduzione in scala dell’altro, l’uomo…

Col primo s’intende la vibrazione originale, il primigenio Fiat Lux che comportò il processo cosmogonico da cui ebbe luogo ciò che esprime il secondo motto, dal primor­diale caos al cosmos, all’ordine dell’Universo. Siccome le tenebre precedono la luce, il caos ha in sé stesso le potenzialità espresse dal cosmos, e da lì dove è stato proferito il Fiat lux s’irradia la luce, quello il punto centrale della manifestazione. Ne consegue, per quanto detto più su a proposito della Tavola di Smeraldo, che se nel macrocosmo la luce segue le tenebre altrettanto deve essere nel microcosmo,  per atto del Verbo creatore e ordinatore l’iniziato  nello stesso istante in cui riceve la luce esce dalle tenebre del mondo profano, e come allora nacque l’Universo così l’Iniziato alla nuova vita nello spirito.

Torniamo ora a considerare il macrocosmo. Il cosmos, in quanto ordine,  non fu tratto soltanto dal non-ordine del caos, fu anche prodotto ab Chao, pertanto le sue possibilità vi esistevano in potenza per poi manifestarsi in atto, questo il punto di partenza sostanziale dell’Universo, e ciò per mezzo del Fiat Lux, e questo è il punto di partenza essenziale. Analogamente, lo stato dell’essere prima dell’iniziazione  costituisce la sostanza indistinta di tutto ciò che potrà diventare in seguito, è per tale motivo che, ove mai in lui non vi fossero le qualità necessarie, la sua iniziazione virtuale non potrà poi tramutarsi in reale (fermo restando i benefici che potrà conseguire sotto molteplici aspetti), la Ritualità con cui gli si riconosce l’iniziazione sarà inefficace in quanto, ovviamente, non potrebbe introdurre in lui possibilità inesistenti. Difatti, il Fiat Lux cosmogonico nulla aggiunge  “sostanzialmente” alle possibilità intrinseche nel caos, possibilità allo stato caotico e tenebroso e a cui occorre la Luce, “l’illuminazione”, affinché possa iniziare ad ordinarsi e a manifestarsi, detto in termini aristotelici: affinché possa passare dalla potenza all’atto.

Tutto ciò per un Iniziato non avviene all’istante ma procede durante tutto il suo lavoro iniziatico,  con l’iniziazione virtuale gli è stata trasmessa  l’influenza spirituale, l’appoggio rituale della luce, e continua anche dopo l’iniziazione reale, allorché gli verrà comunicata la Luce, dovrà poi proseguire nel Cammino per realizzare quanto è in lui allo stato potenziale. Siccome la realizzazione dell’ordine del cosmos dal caos, ordo ab chao, prosegue ininterrottamente dal primigenio Fiat lux fino all’esaurimento di tutte le implicite potenzialità, gli iniziati che di ciò acquisiscono consapevolezza, ciascuno secondo le proprie possibilità e secondo il ruolo che ha nelle organizzazioni iniziatiche,  devono agire nel mondo esteriore concorrendo alla sua realizzazione, in linguaggio massonico devono concorrere fattivamente al piano del Grande Architetto dell’Universo, nel contempo ciascuno realizzare  in se stesso quanto nel suddetto piano è per  lui previsto.  

Per concludere, interessanti e condivisibili le considerazioni che fa René Guénon a proposito delle organizzazioni sociali, che in quanto sociali non possono non essere incoscienti di questo Piano, nel caso in cui fossero sotto la direzione, unica e invisibile, di una organizzazione iniziatica tradizionale, vero e proprio centro spirituale. Tuttavia non è questione all’ordine del giorno. Al tempo d’oggi  occorre piuttosto, e con grande urgenza, che gli Iniziati si pongano come obiettivo il riconoscersi, l’individuarsi, e poi il riunirsi, talmente indebolite le organizzazioni iniziatiche tradizionali che, chi ha le qualità adatte all’iniziazione, vaga alla ricerca di chi può dare le risposte che cerca, spesso cadendo nelle mani di gente indegna e senza scrupoli.

Si è giunti al punto che la cosa non è rinvia­bile, non possono essere abbandonati gli agnelli nelle mani dei lupi.