Dall’Aria alla Terra: una parabola discendente che trasforma l’Anima in Tenebra.

Il romanzo si suddivide, infatti, in quattro parti, Aria, Acqua, Fuoco e Terra, prendendo spunto dai quattro elementi classici della filosofia greca. Il protagonista Mirko rappresenta la sintesi dell’umanità, racchiudendo nel suo essere tutti gli aspetti di una civiltà moderna che ha infranto ogni confine. Attraversa il tempo e gli eventi, catalizzando come un magnete i profili di una civiltà decadente, disegnando il tragitto della vita come un percorso di mutazione, i cui esiti appaiono trasfiguranti. Le Tenebre dell’Anima è una grande metafora che spiega l’esistenza costretta alle sue logiche terrene, che non possono prescindere però dagli agganci metafisici. La visione apocalittica del protagonista Mirko si universalizza, seguendo l’interpretazione escatologica cristiano-classica della perenne contrapposizione tra il bene ed il male. Ma il concetto di “peccato” è capovolto, le esperienze della vita sfociano in una realtà inquietante ed onirica, ma plausibile della realtà attuale. Un’anima del protagonista e dello stesso mondo mai castigata, invischiata in un delirio organizzato di vicende senza però perdere la sua originale “purezza”. Mirko è degno di essere affiancato ai grandi eroi decadenti, è il figlio ideale di un “Andrea Sperelli”, o “Dorian Gray”, un “kafkiano rovesciato” laddove nella sua metamorfosi esprime potenza e non minorità. I temi del romanzo si intrecciano come un ricamo, toccando molteplici argomenti e attraversando la storia, con interpretazioni fantastiche ma verosimili, delinea temi teologici e filosofici mai disuniti nella trama, si sofferma in plastiche e realistiche descrizioni delle numerose località geografiche, avvolge con i riferimenti astronomici ed artistici. Alcuni episodi possono lasciare senza fiato, meravigliano, scuotono, ma fanno riflettere, mediante l’illustrazione dei tormenti dell’anima e della collettività, volgendo sempre lo sguardo profondo nell’abisso, dove le coscienze perdono identità. Non bisogna aspettarsi risposte da questo libro, che anzi alimenterà ancora di più i vostri dubbi, senza le pretese di complesse ed impossibili soluzioni morali. “Le Tenebre dell’anima” è un multiromanzo, come una sequenza cinematografica in 3d, un sogno o forse un incubo, il cui risveglio è scosso da una porta sbattuta dal vento drammatico e reale.

Di certo non è mancato il coraggio per scrivere un libro così voluminoso, in controtendenza rispetto alle linee editoriali odierne, cercando di mettere insieme più livelli di lettura, nella complessità di una trama avvincente e ricca di colpi di scena. Gìà nelle prime pagine del romanzo si abbracciano i numerosi personaggi, percependo le loro emozioni, le loro debolezze, le loro gioie e paure. Tra questi ricordiamo il tormentato e spregiudicato Mirko, sua madre Anna che seguirà suo figlio fino a sopportare atroci sofferenze, l’eroina tragica Nicoletta, presente nella vita del protagonista fin dall’infanzia, la solare e razionale Rossana, irraggiungibile, raggiunta e sempre sospesa, la misteriosa ed enigmatica Elisa, votata ad un indicibile destino, il grande manipolatore Ares, il perfido Jacques, simbolo del male inestinguibile, contrapposto all’angelico ed altruista Jack, la figlia Anna che segnerà il riscatto del protagonista. Il romanzo si può paragonare ad un edificio dalle dimensioni colossali, che guardato parzialmente e “troppo da vicino” non esprime il suo significato, per questo deve essere letto da cima a fondo, e solo addentrandosi nella trama se ne comprendono le scelte contenutistiche, né ovvie, né scontate. Credo che il finale sia la chiave di volta dell’intero impianto, cosicché il lettore attento, una volta chiuso il libro, può riflettere ed andare a rileggere -con la memoria innanzitutto- quei passaggi che alla fine acquistano un significato nitido, ma inquietante.

Le immagini, talvolta iperboliche, fanno capire chiaramente che si tratta di un libro di assoluta fantasia, anche se è innegabile che ho attinto ispirazioni ed idee da alcuni ambienti della mia vita, trasfigurando alcuni episodi, quasi a tracciarne una linea semantica. Come ho già anticipato, il testo si articola in quattro parti ed anche lo stile utilizzato è volutamente “in crescendo”, quasi in parallelo con la maturazione non solo di Mirko, ma dell’intera vicenda. Se le prime due parti hanno più una valenza introspettiva (l’Aria è l’età in cui Mirko può ancora “respirare liberamente”, l’Acqua è invece il periodo in cui vive come immerso in una dimensione onirica, tra l’altro in assonanza con la professione intrapresa), le ultime due parti assumono dimensioni planetarie (nel Fuoco si assiste ad un delirio di azioni efferate personali e collettive, nella Terra la vicenda si universalizza ed il vero protagonista diventa il nostro pianeta). All’apparenza le quattro parti potrebbero costituire quattro racconti diversi, ma ho cercato di rendere unitario l’intreccio, seminando elementi indecifrabili che troveranno spiegazioni solo nelle fasi successive, così come personaggi secondari avranno sviluppi essenziali nell’economia del romanzo soltanto in seguito.

Ho impostato lo story-telling a forma di diario, con chiari riferimenti contestualizzati, in cui fatti reali sono trasfigurarti in eventi fantastici, accompagnando ogni anno con una canzone pop del periodo. Diverse, inoltre, sono le collocazioni temporali della storia: il prologo si apre nel 2011, con un episodio traumatico della vita del protagonista, poi si parte dall’infanzia dello stesso fino al ricongiungimento all’evento narrato nel prologo, andando poi oltre…L’inaspettato epilogo, in grado di dare una chiave di lettura del tutto diversa al romanzo, colloca poi il lettore in un’altra dimensione temporale. Le molteplici descrizioni geografiche, artistiche, teologiche, filosofiche e culturali in genere sono interamente adattate ad una versione “romanzata” e non hanno alcuna pretesa saggistica o didascalica, pur essendo frutto di accurate ricerche.

Con grande soddisfazione, posso affermare che è in corso la traduzione in inglese, e che dal settembre 2018 “Le tenebre dell’anima” potrà avere difffsione internazionale.

Credo che sia una storia per lettori che vogliano raccogliere la sfida di lasciarsi interrogare su grandi temi, importanti, direi nodali sul senso dell’esistenza del mondo e dei singoli, su un un presente che potrebbe anche non essere come sembra…

Di seguito il trailer:

“Quale oscuro destino unisce città di provincia come Livorno, Pisa e La Spezia…Quali strani prodigi nascondono le Piramidi di Giza?…Che cosa accade nei sotterranei del Duomo di Napoli o nelle Tombe etrusche di Cerveteri?…Quale filo invisibile lega le maree dell’isola di Jersey alle assolate spiagge di Ascea, l’antica Elea dei filosofi?..Quale misterioso intreccio si estende dalle rinomate Cinque Terre allo scenario lussureggiante ma inquietante dello Yucatan?…Quale bagliore infernale avvolgerà Venezia?…Quale sorte toccherà a Roma, la città eterna, e a New York, la Babilonia del mondo moderno?…Dal tormento di Atene alla rinascita di Parigi, passando per la strana consacrazione di Bologna, in un contesto nel quale le coincidenze sono tanto sconvolgenti da potersi ritenere qualcosa d’altro, la vita dei protagonisti si avvicina ad un misterioso e pericoloso progetto millenario, in un panorama mondiale decadente ed apocalittico…Un gioco di specchi dove niente è come sembra…neanche la differenza tra il bene ed il male”.

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