Viviamo in un mondo fatto e regolato da Vibrazioni.

Ogni parola, sia essa letta, pronunciata o ascoltata, ‘vibra’ con determinate frequenze e vengono ‘decifrate’ e ‘incamerate’ dal nostro IO cosciente. Stessa cosa potremmo considerarla per quanto riguarda il simbolo, nella sua valenza essoterica e quindi nell’apparenza ai nostri occhi e quindi alla risultante in fatto di impulsi elettrici diretti al nostro cervello.

Uno dei filoni di studio che ho sempre analizzato dal mio primo giorno da Iniziato Massone è di certo la componente energetica che scaturisce dalla Ritualità e dalla costanza e della qualità con la quale essa viene messa in atto. Converrete con me che la prima cosa che ci venne detta dal nostro primo giorno è di curare particolarmente lo studio del Rituale.

I Rituali di oggi sono ancora “validi” a livello di possanza nonostante alcune (varie secondo le mie letture) semplificazioni dei Rituali?

In questo Lavoro di ricerca ho attinto, tra le fonti, ad alcuni Rituali del RSAA, alcune opere digitali, libri pare mai giunti in Italia in uso negli Stati Uniti tra la fine del ‘700 e i primi anni del ‘800 ed alcuni Rituali del Memphis – Misraïm di 4° grado, quello in uso nel nostro Sovrano Santuario Tradizionale d’Italia Filiazione Robert Ambelain e  come quello in uso in Canada agli inizi del ‘900.

Guénon affermava che un vero percorso verso l’Illuminazione, a prescindere dalla via Iniziatica di cui si è intrapreso il Cammino, E’ in quanto tale se e solo se vi è la fase di “trasmissione” tra Iniziati e Recipiendari, il RITUALE è a giusta ragione uno dei mezzi se non IL MEZZO.

Assumendo scientificamente che l’uomo è un continuo generatore di energia, energia variabile in termini di intensità, frequenza ed ampiezza secondo l’intenzione, la parola, e la sua gestualità di ciascuno di noi, dobbiamo assumere altresì che siamo circondati da campi energetici scaturiti da Riti che risalgono alla notte dei tempi, Archetipi, spazi metafisici ai quali è possibile “collegarci” e trarre “il giusto profitto” mediante un sistema di parole, suoni, gesti che caratterizzano un determinato Rito. I Salmi, le Preghiere del Corano cadenzate durante il giorno, le invocazioni della Torah potrebbero ad esempio essere considerati strumenti di “collegamento e interazione” con queste Energie; di certo, il nostro Rituale può essere considerato anch’esso come tale.

Ma quale Rituale? Quale variante “semplificata” nel corso degli anni?

Conserviamo ancora tra le righe dei Rituali quella caratteristica di “collettore e dispensatore” di energie?

Ogni Rituale ha la sua simbologia, sia riguardante l’allestimento del Tempio, sia (e soprattutto) riguardante la Cerimonia di Iniziazione al Grado stesso.

Parlando del Rituale di IV Grado del RSAA, cominciando ad analizzare le varie differenze, l’allestimento del Tempio è la prima cosa che salta all’occhio vedendo alcune vecchie illustrazioni. Tra quelle notabili, la più evidente è la simbologia posta ad EST alle spalle del Potentissimo che impersona in questo grado Re Salomone. Come è possibile notare dalla immagine che riporto qui in copia, la Simbologia è ben più complessa.

Over the East is a large circle, composed of a serpent having its tail in its mouth, enclosing three luminous triangles interlaced, forming nine beams with a blazing star in the centre. In the centre of the star is a YOD and in the interstices of the interlacing triangles, the characters E, A, J, J, Y, A, 0. A, H, which are the initials of the nine sacred words.”.

Altre varianti semplificate riguardanti l’allestimento del Tempio ad oggi, ma in uso nei secoli passati riguarda l’uso ed il numero di candele e candelabri, l’uso di uno scranno ad uso esclusivo dell’incenso cerimoniale. Circa quest’ultimo, in uno dei libri ho trovato un’esplicita richiesta al Master of Ceremony di “consacrare” il Tempio, invocare ringraziare per il benefico influsso i “past Secret Master” con l’ausilio dell’incenso, così come oggi (e da secoli) è consuetudine fare, nel Rituale di IV Grado del Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm.

Altre semplificazioni possiamo trovarle ad esempio nei Ruoli dei personaggi dello psicodramma del Grado. Quello che salta all’occhio è il titolo dato a Re Salomone in questo grado. Nei Rituali ad oggi in uso nel RSAA per semplificazione viene chiamato POTENTISSIMO il Presidente della Camera di 4° grado, nei secoli addietro, e nel nostro Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm si identifica con il nome di TRE VOLTE POTENTE MAESTRO, Thrice Worshipfully Master, Trois Fois Puissant.

Come non andare con la mente ad Ermete Trismegisto, Tre Volte Saggio? Lascio a voi le considerazioni sul simbolismo del Tre; non pensate anche voi che ci sia una eccessiva semplificazione ?!?

Altri passaggi resi più semplici o di diversa interpretazione rispetto ad antichi Rituali riguardano la Cerimonia di Iniziazione.

La descrizione della corona di Alloro ed Ulivo, ad esempio, che viene messa in testa al Recipiendario. Come si recita in alcuni Rituali in uso nel RSAA, questa Corona deve insegnare al Recipiendario a vincere le sue passioni ed a vivere in pace con i Fratelli.

In antichi Rituali invece, così come anche nel nostro Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm,leggiamo: The laurel, an emblem of victory, is to remind you of the conquest you ought to gain over your passions; the olive, a symbol of peace, which should ever reign among us.”.

“in a secondary sense, the olive plant is a symbol of peace and Victory, but in its primary sense, like the other sacred plants of antiquity, It was a symbol of resurrectIon and Immortality. Hence In the Ancient Mysteries It was the analogue of the Acacia of Freemasonry.”.

Altro passaggio semplificato, o comunque simbolicamente meno pervaso di simbolismo esoterico è la Parola di passo del Grado, ZIZA.

Si legge con ZIZA la spiegazione di RISPLENDENTE, talvolta viene citata in in BALAUSTRATA.

La seconda è genericamente un errore, la corretta interpretazione è BALAUSTRA e sta ad indicare appunto la Balaustra che divide il Sancta Sanctorum dalla zona delle preghiere.

Sul termine ZIZA ci sono diverse versioni. Voglio soffermarmi molto su questo passaggio ritenendolo fondamentale. Secondo molti studiosi, il termine ZIZA non esiste, dovrebbe essere una storpiatura di ZIZON, leggiamo dal Mackey ad esempio: “There is no such word in Hebrew, but it may be a corruption of the Talmudic , which Buxtorf (Talmudic Lexicon) defines as a beam, a little beam, a small rafter”; secondo un antico Rituale invece esiste il termine ZIZA, ma come sillabe di due parole ZION e ZALMONAI.

Il primo termine ci viene introdotto in due modi, anche qui in modalità duale, essoterica ed esoterica: “Mount Zion was the southwestern of the three hills which constituted the high table-land on which Jerusalem was built. It was the royal residence and hence it is often called the City of David. The name is sometimes used as synonymous with Jerusalem.” e poi “ZION, The human head cultivated, the dwelling-place of God.”.

Il secondo termine ci viene invece presentato solo nella sua forma esoterica: ZALMONAI —which is the worship of God in spirit and in truth, an understanding of, and application of principles, in religion and science ; for men are mortal, weak and fallible, but principles are immortal, strong and unchangeable, and belong to the eternal attributes of God.”

I Rituali del 4 Grado nel RSAA hanno poi altre semplificazioni; ad esempio per consuetudine i colpi di maglietto sono 3+1, mentre in tutto i Rituali fino agli inizi del ‘900 e nel Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm praticato dal nostro Sovrano Santuario Tradizionale d’Italia sono ben 7, (3+3+1 (o 6+1)).

La Massoneria oggi, maggiormente i Riti di Perfezionamento devono alla sopravvivenza di questi Rituali il perpetuarsi delle Antiche Tradizioni Iniziatiche.

Il mio augurio, per quelle sorelle e quei fratelli che non frequentano il nostro Venerabile ed Antichissimo Rito, è che l’eccessiva semplificazione non porti poi ad un degenerare del potere che questi Rituali hanno insiti tra le loro righe.

Fr. Wusermatra