Che la Civiltà Egizia abbia raggiunto livelli di conoscenza elevatissimi in molti campi scientifici è ormai cosa assodata: Pitagora il “suo” teorema lo imparò nel 535 a.c. dagli Egizi, che già aveva-no raccontato a Solone, nel 590 a.c. come fosse ben “giovane” la cultura greca; così come le remote e grandiose opere idrauliche egizie ancora destano meraviglia.

Analogamente, non ci sono dubbi che la loro conoscenza astronomica fosse retaggio di quella precedente ben più evoluta dei Sumeri (che conoscevano perfettamente tutti i pianeti del sistema solare e diverse galassie), i quali avevano anche promulgato Leggi (come il Codice di Hammurabi anteriore al 1.750 a.c.) di livello avanzatissimo, ancora non in possesso della maggior parte degli attuali abitanti del nostro pianeta. 

Non ne ho alcuna prova certa, ma molti indizi mi lasciano pensare che tali culture fossero a loro volta un retaggio terminale di altre ben più antiche, che dovremmo collocare in un periodo pre-storico (i circa 25.000 anni di regni di cui scrive Manetone ne sono solo uno degli innumerevoli accenni): ora-mai molti studiosi sono sempre più convinti della catastrofe mondiale che prese il nome di “diluvio universale” e, probabilmente, di diverse altre catastrofi ancora più terribili che hanno travagliato il nostro pianeta nelle centinaia di migliaia o nei milioni di anni precedenti e, dunque, nulla osta a pensare che in periodi ancora più remoti siano esistite forme di civiltà ben più avanzate di quelle che sono sopravvissute a tali tragedie.

Mi piace immaginare che l’antichissima conoscenza delle culture pre-storiche (ovvero prediluviane od ancora precedenti, nella notte dei tempi) sia stata tra-mandata per simboli, immagini, miti e leggende, nella diverse Tradizioni Iniziatiche, che hanno accompagnato l’uomo in ogni periodo storico di cui si hanno tracce… Magari non sarà per nulla così, ma tanti indizi lasciano pensare che perdute antiche conoscenze siano state velate nei Misteri della Tradizione.

Purtroppo l’apparire nel mondo delle tre principali religioni mono-teiste è stato l’elemento maggior-mente distruttivo di tali conoscenze tradizionali: cominciarono i primi ebrei ad uccidere tutte le popolazioni della “terra promessa” di Canaan; continuarono i cristiani con la distruzione di centri di cultura mondiale come la Biblioteca di Alessandria e con il genocidio di tante popolazioni (dai catari ai sudamericani e via dicendo), cancellandone ogni retaggio culturale; seguirono i musulmani con analoghi genocidi ed assimilazioni di precedenti culture millenarie, come quella Egizia.

Ma la Tradizione ha continuato a vivere sotto la cenere del fanatismo e delle persecuzioni ed a tramandare pillole di conoscenza, spesso purtroppo tra loro frammentarie ed incomplete. 

La Libera Muratoria è l’ultima delle Istituzioni Iniziatiche che ha cercato e cerca ancora di seguire quel filo rosso che ci potrebbe collegare alle remote conoscenze dell’Umanità e, nella Massoneria, i Riti hanno avuto la fortuna di disporre di rituali tramandati, spesso solo bocca-orecchio, dalla notte dei tempi.

Uno degli scopi dei “cercatori” massoni dovrebbe dunque essere quello di recuperare, studiare e tramandare gli antichi Rituali, depositari di una saggezza antichissima. 

Purtroppo, negli ultimi due secoli è stata consuetudine dilagante in molte Istituzioni Massoniche di cercare di comprendere, interpretare e riadattare ai tempi moderni alcuni antichi Rituali, spesso anche per maggior lustro del Gran Maestro o del Sovrano o del Gran Ierofante di turno o delle “commissioni rituali” da costoro a volte costituite allo scopo, di fatto, di andare a manomettere tutto ciò che non si comprendeva. 

Io sono convinto che ciò che non si comprende di un antico Rituale (non “revisionato”) sia solo da tra-mandare immutato, poiché evidentemente le conoscenze scientifiche e lo sviluppo spirituale e di coscienza degli uomini non sono ancora giunti al livello necessario per capire: in futuro forse altri potranno meglio comprendere ed il compito di noi iniziati è solo quello di tramandare anche ciò che non si capisce oggi. 

Guai dunque a maltrattare gli antichi Rituali, modificandoli a proprio piacimento: si trancerebbero definitivamente quel sottile e sfilacciato filo rosso che ancora cerca di collegarci alla conoscenza del Passato! 

Purtroppo tali interventi deleteri sono stati già effettuati in lungo ed in largo ed i testi che ci pervengono nelle mani spesso non hanno più nulla dei velati messaggi che li hanno accompagnati per secoli o millenni. 

Quali speranze ci restano allora di riallacciarci all’Antica Conoscenza? 

Forse solo il recupero, lo studio e l’approfondimento (senza mai nulla modificare) dei cosiddetti “rituali desueti”, quelli cioè dei gradi che solitamente non vengono praticati nei Riti che fanno capo alle maggiori Obbedienze Massoniche; in quanto tali rituali (sconosciuti al 99,9% dei Maestri Massoni) non essendo praticati, non hanno attratto le “brame innovatrici” dei Vertici Massonici.

Nei Riti Egizi, così come nel RSAA, ve ne sono molti, che solo alcuni Ordini od Obbedienze conservano, quali ad esempio tutti i gradi compresi tra il 4° (Maestro Segreto) ed il 18° (Principe Rosa+Croce), così come quelli degli alti gradi di provenienza gnostica (per intenderci oltre il 33°) e gli Arcana Arcanorum (87°- 88°- 89°- 90° grado), del cui ultimo possesso si vantano – spesso a torto – anche altre Vie Iniziatiche diverse dal Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm, nel cui seno essi furono recuperati dai Grandi Iniziati che operarono, nei secoli passati, nell’area geografica intorno a Piazzetta Nilo, a Napoli.

Purtroppo sono – giustamente – pochi i Fratelli e le Sorelle che giungono all’assimilazione degli Alti Gradi e, dunque, la maggior parte del lavoro per il bene della Tradizione andrebbe effettuato proprio nei primi “gradi desueti”, che vengono però tralasciati a causa della bramosia di troppi Fratelli di accedere a “gradi superiori”, così come dall’ignoranza di altri che preferi-scono lavorare più spesso in gradi già strarevisionati nel tempo (quali, ad esempio, il 4°, il 9° ed il 18°), piuttosto che cercare di capire, ad esempio, come mai il rituale del 13° grado del RAPMM (Cavaliere dell’Arco Reale) rimandi ad un’epoca anteriore al Diluvio ed al Patriarca Enoch! 

Non posso concludere che invitando i veri Iniziati che desiderano “capire” (ma purtroppo non ce ne sono tanti…) ad andare ad approfondire i Rituali desueti tra il 4° ed il 18°: tra le righe, velati in modo magico, se essi hanno orecchie per intendere ed occhi per vedere oltre il senso letterale delle parole, troveranno messaggi di Antica Conoscenza.

Fr. Fil Jus

Articolo precedentemente pubblicato dallo stesso autore nella rivista Sophia Arcanorum