Parlare di Porta Alchemica significa spostare il discorso su di un piano (sottile) differente da quello su cui siamo abituati a poggiare il peso della nostra Materia. Significa aprire il compasso e farlo ruotare attorno alla stella a 5 punte e spostarsi di almeno un centinaio di Hz sopra la quota che si utilizza per stabilizzare la frequenza umana.

Detto ciò vediamo dove apre “questa” porta che, come tutte le opere alchemiche, è ben custodita da simboli, scritte e vibrazioni.

Il visitatore profano (e non solo) si fermerà sul tentativo di lettura e decodifica della simbologia raffigurata. In effetti ogni figura, ogni parola, ogni fregio e tutto ciò che è raffigurato porta ad un significato celato ai più.
Questo è il compito alchemico del simbolo: spostare l’attenzione e, nello stesso tempo creare un’armonia generale che si attiverà solo quando chi guarda sarà in grado di farlo nel suo insieme: quando il tutto ritorna UNO.
A quel punto “entrando” nella Porta e posizionando le nostre nude estremità nei punti giusti (uomo vitruviano) si verrà a conoscerne il suo segreto, sarà svelato ma rimarrà tanto delicato ed effimero da sparire al primo pensiero.

La porta ha in sé le “istruzioni per l’uso”, le porge in bella vista al visitatore consapevole ma nello stesso tempo le nasconde a chi le cerca.

In questa foto si vede Giano bifronte in una rappresentazione temporale, e lo pone proprio al centro dell’arco. Giano ha un significato ben preciso (ne ha diversi ma in questo caso è uno solo). Possiamo azzardare a dire che questa figura rappresenta le chiavi quantiche per accedere al “luogo” dove conduce questa Porta.
Ognuno andrà in un luogo diverso perché la reazione alchemica sarà diversa per ognuno di noi, in effetti dobbiamo dire che non si tratta di luoghi ma di tempo-spazio e non si tratta di “viaggi” ma di visioni temporali (questa per lo meno è stata la mia esperienza).

Il Giano bifronte è giovane e vecchio: passato e futuro ed è appoggiato sopra un cuore infiammato che funge da Athanor. Sotto, esattamente al centro dell’arco, in corrispondenza dove si troverà la testa del Vitruviano c’è una sfera. Essa è il convogliatore dell’energia, lo strumento fisico della partenza quantica verso cui l’iniziato ha diretto il proprio sguardo.

Entrando in sintonia con la Porta si avverte che opera anche da cleanergy, arriva a pulire fin nel profondo i nostri chakra, ravvivandoli e rinforzandoli. Si entra e si esce da essa nello stesso modo in cui si entra e si esce da un Tempio, ricordando sempre che ci si trova tra le Colonne e immersi in uno spazio-tempo che possiamo osservare fin dove il nostro Compasso può aprirsi, andare oltre significherebbe autodistruggersi.

Se la Porta Alchemica di Rivodutri è ancora perfettamente funzionante ognuno lo dovrà scoprire da sé, quello che mi sento di consigliare è di cercare di avere un approccio sincero e con la mente vuota.

Articolo & Foto: Fabio Pedrazzi

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