Onori oppure Oneri?

tradizione iniziatica

Tempo fa partecipavo ad un dibattito relativamente alla “massoneria deviata”, proposto per analizzare la nascita ed i comportamenti di troppe “Logge coperte” che nulla hanno di massonico, ma si costituiscono per scopi profani, spesso illegali od addirittura criminali. 

Volli aggiungere una “provocazione” secondo cui gran parte dell’attuale massoneria italiana sarebbe forse da definire “deviata” rispetto alla Tradizione Iniziatica, di cui essa dovrebbe essere l’odierno ultimo anello di una catena, che parte da tempi immemorabili e forse anche prestorici, passando attraverso i sacerdoti caldei ed egizi, i culti isiaci e delfici, le comunità Essene e gnostiche, i Catari ed i Bogomili, i Templari ed i Rosa+Croce della prima ora (oltre che innumerevoli altre Vie Iniziatiche alchemiche, kabalistiche e gnostiche). 

Purtroppo la “deviazione” che io vedo sta nella profanità che per-mea gran parte delle Obbedienze Massoniche, riducendole, quando va bene, a meri gruppi di uomini che intendono dedicarsi al miglioramento sociale della “umana famiglia”, con attività benefiche, culturali, didattiche ed anche politiche (nel senso pitagorico del termine); non distinguendosi così da altre Associazioni Culturali profane, che meglio possono ottemperare a tali compiti. Quando va “meno bene”, le tornate di Loggia servono come scusa per uscire di casa ed andare a mangiare una pizza coi “fratelli”: in tal caso le attività in Loggia per molti di loro hanno l’unico scopo di ottenere o mantenere una “carica”, possibilmente sempre più “prestigiosa”. 

Questi poveri fratelli vanno compresi ed aiutati, poiché le frustrazioni vissute nel mondo profano (dove spesso non “contano” nulla) ed inconsci gravi complessi d’inferiorità li spingono a terribili e duraturi litigi per un grembiule più grande o di più bel colore e ricamo o per uno scranno un po’ più alto! 

Tale fenomeno “carrieristico” si acuisce nei Riti di perfezionamento, in proporzione al numero di gradi che in essi vengono praticati, in un’affannosa ed immotivata scalata della “Piramide”, non per un nobile scopo di ottenere maggiori conoscenze della Tradizione Iniziatica, ma solo per “stare sopra” ad altri fratelli. 

Questi poveri fratelli vanno compresi per la sofferenza che portano sempre nel loro animo nell’affannosa scalata, che ritengono essere elemento di “onore” e non ne comprendono l’“onere” che essa comporta! Con le mani si arrampicano per gradini sempre più alti, mentre con i piedi scalciano chi è ancora un po’ più sotto, per timore di essere “raggiunti”, perché anche questo darebbe loro grande sofferenza.

Essi intendono che vi sia una “gerarchia”, non dissimile da quella militare e spesso si reputano in grado di “decidere” della “carriera” di altri fratelli, votandone o meno le elevazioni di grado, ipocritamente spesso definite “aumenti di luce”, mentre per tanti di loro sono solo avanzamenti nelle tenebre… 
Quanto è difficile comprendere come l’ottenimento di un rituale superiore è un nuovo “onere” da sopportare, nuovi principi da comprendere ed assimilare, nuovi impegni nei confronti dei Maestri Passati e della Tradizione Unica e Perenne, maggiore disponibilità nei confronti dei fratelli più giovani!

Non debbono esserci dei “meriti” per ottenere dei nuovi “oneri”, ma solo la dimostrazione della capacità di saperli sopportare. Il loro eventuale effetto positivo è una questione di Coscienza individuale. Anche l’attuale Papa della Chiesa Cattolica (di cui possiamo non condividere gran parte dei “dogmi”, ma cui non possiamo negare d’avere un “tradizione” ben ultra-millenaria) ha affermato: “Chi sono io per giudicare?”. Poi, invece, arriva un qualsiasi Maestro Massone a esporre il proprio “giudizio di merito” su di un altro fratello … 

Sappiate che l’unico vero giudice è e sarà la propria Coscienza! 

Smettete di comportarvi come dei “colonnelli” con i propri soldati e date a tutti la possibilità di evolvere, utilizzando gli strumenti della Tradizione che voi avete già avuto la fortuna di ricevere … 

Se Voi non li avete compresi, se non li sapete usare, non impedite ad altri di farlo, perché ciò spetta solo al Grande Architetto dell’Universo: Egli solo può regolare gli eventi in modo che non accada ciò che non deve accadere. 

Gli uomini facciano solo la sua Volontà! 

Noi abbiamo ricevuto per trasmettere, non per trattenere! 

Questa trasmissione ad altri fratelli dev’essere una gioia per un Iniziato, nella speranza che quei nuovi strumenti di lavoro su sé stesso siano ben utilizzati, ma nella consapevolezza di aver comunque “dato”, lasciando l’onere del lavoro alla Coscienza di chi abbia “ricevuto”. 

Un Rituale di un altro grado non è un “premio”, ma un investimento della Tradizione su chi potrebbe contribuire alla sua prosecuzione nei secoli. 

Fr. Fil Jus

Articolo precedentemente pubblicato dallo stesso autore nella rivista Sophia Arcanorum