L’Iniziazione

E’ noto che la nostra civiltà occidentale ha perso il contatto con il Mondo Intellegibile, dimensione intuitiva, spirituale, sovrasensibile o comunque si voglia chiamare. Tale dimensione, però, è la realtà vera, il Mondo delle Cause e ciò che noi riteniamo reale non è altro che mera illusione.

L’intera nostra visione del mondo, i nostri concetti, tutta la nostra pretesa conoscenza, quando esuliamo dalla considerazione dell’aspetto puramente materiale divengono vuote espressioni verbali di un’inconsistenza superiore all’illusione rappresentata dalla materia grave a cui rimaniamo miseramente aggrappati.

Ancora immersi nella visione materialista non possiamo essere in grado di cogliere il senso della realtà dell’Iniziazione, evento che conferisce la facoltà, magari in forma latente, di cogliere la dimensione sovrasensibile.

Noi della conoscenza abbiamo un concetto discorsivo, ovvero secondo noi conosciamo una cosa quando siamo in grado di fare un discorso intorno a quella stessa cosa. Qualunque nostro discorso, però è inconsistente, perché abbiamo dimenticato la Parola creatrice, la Parola Sacra.

Gurdjieff, trattando degli scritti iniziatici, che in Medio ed Estremo Oriente sono fondati sulla sacralità della Parola, accenna anche alla letteratura occidentale che conosce solo “la parola imputtanita”, come egli la definisce.

In ogni caso, comunque, del Nagual (la dimensione sovrasensibile) non si può parlare, si può soltanto esserne testimoni, dice don Juan Matus a Carlos Castaneda.

Hanno detto dell’Iniziazione:

Fernando Pessoa: “… ma il vero significato dell’iniziazione è che questo mondo visibile in cui viviamo è un simbolo e un’ombra, che questa vita che conosciamo tramite i sensi è una morte e un sonno, o, in altre parole, che quanto vediamo è un’illusione. L’iniziazione è il dissolversi – un dissolversi graduale, parziale – di questa illusione…”.

René Guénon: “… l’iniziazione ha essenzialmente per scopo di superare le possibilità dello stato individuale umano e di rendere effettivamente possibile il passaggio agli stati superiori, ed anche, infine, di condurre l’essere oltre ogni stato condizionato. In riguardo all’iniziazione, la semplice comunicazione con gli stati superiori non può essere considerata un fine, bensì solo un punto di partenza…”.

Gurdjieff: “… i passaggi da un livello di essere ad un altro erano caratterizzati da cerimonie di presentazione di natura speciale: le iniziazioni. Ma nessun rito può dar luogo ad un cambiamento di essere. I riti possono soltanto indicare un passaggio superato, un compimento. E’ solamente nei sistemi pseudo esoterici, in cui non vi è nient’altro che questi riti, che si attribuisce loro un significato indipendente. Si suppone che un rito, trasformandosi in sacramento, trasmetta e comunichi certe forze all’iniziato, e questo si ricollega alla psicologia di una via di imitazione. Non vi è e non vi può essere alcuna iniziazione esteriore. In realtà ognuno deve iniziare se stesso. I sistemi e le scuole possono indicare i metodi e le vie, ma nessun sistema, nessuna scuola, può fare per l’uomo ciò che lui stesso deve fare. Una crescita interiore, un cambiamento di essere dipendono interamente dal lavoro che ognuno deve fare su di se”

Kremmerz: “L’iniziazione nella pratica è il complesso di tutte le operazioni che un maestro perfetto può fare su un discepolo per concedergli, conferire, confermare e sviluppare le virtù ascose del suo organismo di uomo volgare.

Il discepolo che è uscito dal mare morto della volgarità ed è entrato nella irradiazione di un centro, cioè ha compiuto tutta un’opera di purificazione e di preparazione da staccarsi completamente dall’ambiente comune, dal volgo che non è ammesso all’iniziazione per gravità naturale per quella legge che condanna il piombo a cadere in fondo all’acqua e la foglia a galleggiare, tale discepolo elevatosi in una corrente più pura, più elevata è un iniziato.”

Da: Dizionario massonico di Luigi Troisi: “Iniziazione: termine che deriva dal tardo latino initiatus e focalizza la condizione di colui il quale è riuscito a trasferirsi in un superiore livello di realtà. Plotino nelle Enneadi definisce l’estasi “fuga di solo (cioè la creatura) a solo (cioè il Creatore)”. La cerimonia di iniziazione presso i popoli primitivi è pubblica e, in genere, segna il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta. Nelle società segrete iniziatiche delle religioni pagane l’iniziazione era segreta e consisteva in prove fisiche e morali tendenti a dare all’adepto, con vari sistemi, la sensazione di morire e, successivamente, di rinascere a nuova vita. Essa era destinata a realizzare, psicologicamente, il passaggio da uno stato inferiore a uno stato superiore”.

Per dire dell’iniziazione dobbiamo anzitutto dare un significato a questa parola. Iniziazione significa conseguimento di uno stato superiore.

Provo a spiegarmi meglio: distacco dalla dimensione materiale nella quale siamo abituati a muoverci, per accedere ad un’altra dimensione della quale nulla si può dire ma solo intuire, in quanto non è dato all’uomo materiale di comprendere ciò che materia non è.

Il pensiero che è materia non è in grado di pensare ciò che non è costituito di materia ed è per questo, dal pensiero, irraggiungibile.

Quindi iniziazione non come inizio ma come fatto compiuto. Come si consegue quest’iniziazione? Anzitutto collegandosi ad una struttura che abbia al suo interno qualcuno che ha raggiunto questo stato; oppure una struttura che conservi un metodo attraverso il quale sia possibile, anche se con tempi più lunghi, perseguire il medesimo scopo.

A quest’ultima categoria appartiene la Massoneria, Società a carattere iniziatico, in quanto mantiene vivo il messaggio simbolico ma che, almeno finora, per la mia esperienza massonica, è carente d’Iniziati, ovvero di chi ha percorso il periglioso cammino e, per questo, sono in grado di comunicare le basi del messaggio iniziatico, così che altri possano seguirlo.

Ora, tutto quanto attiene all’iniziazione è contenuto nei tre gradi della Massoneria Azzurra, i quali conducono l’iniziando dal suo abbandono del mondo materiale, profano (fuori del Tempio) fino alla morte interiore, necessaria ad una rinascita, o presa di coscienza, in una dimensione alternativa, o superiore, a quella materiale.

L’iniziando che si avvicina al Tempio massonico si stacca dalla materialità, si prepara alla morte interiore e poi finalmente si abbandona ad essa.

Il concetto di iniziazione è strettamente connesso con gli stati di coscienza e con l’evoluzione, nel senso che:

  1. L’evoluzione è progresso degli stati di coscienza. Progresso che avanza, man mano che cresce la complessità delle unità collettive.
  2. Si è iniziati quando si vive il primo barlume dello stato di coscienza superiore. Nel caso che ci interessa, l’Iniziazione si consegue quando per la prima volta si ottiene una sia pur istantanea esperienza di Supercoscienza.

L’osservazione dell’Universo mostra che in Esso vi è una tendenza che fa aggregare particelle materiali in forme capaci di manifestare stati di coscienza crescenti. È presumibile che con il trascorrere dei secoli compaia spontaneamente un organismo capace di sostenere stabilmente la Supercoscienza.

Per ora esiste la pratica della via iniziatica che consente l’acquisizione della Supercoscienza nell’arco di una vita umana. E con ciò l’iniziazione si pone come un acceleratore dell’evoluzione.

Occorre qui accennare che vi è l’evoluzione del singolo e l’evoluzione dell’Umanità.

La Libera Muratoria ha prevalentemente il compito più specifico di provvedere al secondo aspetto.

Il progresso individuale lungo la via iniziatica si consegue mediante la pratica del Piccolo Arcano, che viene solo adombrato (perché non è il singolo l’obbiettivo della L\M\).

Il progresso dell’intera Umanità si propizia mediante il Grande Arcano o Real Segreto, espressamente dichiarato nel grado XXXII, proprio perché è questo il compito specifico della L\M\e riguarda la formazione dell’unità collettiva denominata Tempio Universale nel nostro linguaggio.

Tempio mai completamente costruito, perché la dinamica dell’Universo è un’infinita successione di unità collettive, a partire dai livelli subatomici.

Questo è anche il motivo per cui la L\M\ viene posta all’apice del processo evolutivo, in quanto si occupa di favorire la formazione di unità collettive e questo processo non ha mai fine.

Quella di cui qui si accenna è Iniziazione reale, mentre ordinariamente noi trattiamo di iniziazione virtuale, che viene trasmessa mediante un rito, quando si entra a far parte di una “scuola” iniziatica, se essa è anche un Ordine.

Conviene, quindi accennare alla differenza tra Ordine iniziatico ed Istituzione iniziatica.

  1. Si ha un Ordine Iniziatico quando il fondatore è un Realizzato, Adepto o Risvegliato come di consueto viene denominato chi completa il percorso.
  2. Si tratta, invece di Istituzione quando a costituirla sono uomini ancora sulla via.

Il termine “Risvegliato” si presta meglio di altri a dare un’idea dello stato interiore che accompagna l’evento della comparsa della Supercoscienza, in quanto in quel momento si percepisce come un sonno il più alto stato di coscienza di veglia.

Si presta anche a meglio chiarire il significato di “collegamento con un Centro iniziatico tradizionale” per poter parlare di catena iniziatica e di iniziazione virtuale.

Una bella immagine viene fornita da Ouspenski in “Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto”, in cui l’autore narra la sua esperienza alla scuola di Gurdjieff.

L’uomo opera prevalentemente in uno stato simile al sonno, di tanto in tanto passa in dormiveglia o anche per un attimo si sveglia e vorrebbe rimanere desto, ma subito ripiomba nel sonno. Se in un momento di risveglio riesce ad afferrare una corda tenuta da uno desto (da un nucleo di desti), alla quale sono attaccati altri dormienti, ha maggiore possibilità di risvegliarsi, perché il capocorda, ogni tanto dà uno strattone alla fune, che scuote gli assopiti sollecitandoli ad aprire gli occhi.

L’iniziazione massonica, notoriamente virtuale, stabilisce il collegamento (svolge la funzione della fune) con il Centro iniziatico tradizionale, ma non garantisce il risveglio, che esige notevole sforzo e volontà di veglia.

Il rito d’iniziazione, come afferma il Bouchè, sancisce l’appartenenza del neofita all’Egregore, (collega il neofita alla fune), ed egli neofita acquista la possibilità, ma non la certezza, del risveglio.

 

Tappe della Via Iniziatica

La parola Iniziazione ha lo stesso significato sia in campo profano che in campo esoterico.

l’iniziazione è sempre il primo approccio con una nuova realtà, una nuova situazione, un nuovo ambiente.

Il primo approccio con l’Università è l’iniziazione goliardica e in passato essa era sancita da una cerimonia a cui venivano sottoposte le matricole. Cerimonie informali simili si possono osservare in ambiente militare.

Vediamo ora cos’è l’iniziazione propriamente detta e cosa la distingue dalle forme comuni di iniziazione o iniziazione essoterica. La differenza non può consistere, per quanto detto, nell’ aspetto, per così dire tecnico, che è sempre un primo approccio con qualcosa di fondamentalmente nuovo, bensì nella sostanza dell’oggetto del primo incontro.

In quest’ottica l’iniziazione massonica può essere presa in considerazione sotto un duplice aspetto uno profano in senso, per così dire, “orizzontale” e l’altro esoterico o “verticale”.

Riguardo l’aspetto profano, la parte “essoterica” dell’iniziazione massonica riguarda la presa di contatto con l’istituzione massonica attraverso una cerimonia, durante la quale vengono fornite al neofita informazioni sintetiche sulla Libera Muratoria.

In questa fase l’oggetto dell’iniziazione è la massoneria quale istituzione, nel suo aspetto culturale e organizzativo. Con questa iniziazione si ha accesso all’ apparato amministrativo e culturale di una Obbedienza Massonica, ma non ancora all’Essere che si esplica in quella forma culturale e che si articola in quella forma logistica e amministrativa.

L’Essere non può venire compreso da chi non si è immedesimato in Lui almeno per qualche infinitesimo istante. Quest’Essere è uno stato di coscienza diverso e superiore agli stati di coscienza comunemente accessibili all’uomo di cui, peraltro, l’uomo qualunque non ha consapevolezza esplicita pur vivendoli: stato di trance, di sonno senza sogni, di sogno e di veglia.

Per iniziazione in senso “esoterico” s’intende quindi il primo atto con cui si sperimenta lo stato di coscienza superiore, seppure per un brevissimo istante.

Quest’iniziazione peraltro non è Prerogativa di nessuna istituzione. Essa è la medesima per tutte le istituzioni iniziatiche, in quanto trascende ogni immagine e quindi ogni differenziazione.

Non esistono concettualizzazioni razionali capaci di materializzarla e quindi non esistono espressioni verbali in grado di esprimere e comunicare cosa sia questo “Stato Di Coscienza Superiore” o descrivere come si presenti.

Uno stato di coscienza si può soltanto vivere, non descrivere. Possiamo tentare di farci un’idea dello Stato Superiore focalizzando e portando a consapevolezza il contenuto interiore dei livelli di coscienza, nei quali ordinariamente l’uomo vive ed agisce.

La sperimentazione dello stato di coscienza di veglia è quello che Ouspenski denomina ricordo di sé, descrive convenientemente e per il quale fornisce utili suggerimenti ed esercizi per tentare di viverlo con la maggiore continuità possibile.

I rituali massonici sono generici nel fornire linee guida per una pratica volta ad ottenere lo scopo del prolungamento e quindi dell’esercizio dello stato di veglia. Inoltre essi contengono gli insegnamenti utili a conseguire lo stato di coscienza superiore.

Tornando alle due forme di iniziazione, l’aspetto orizzontale di quella massonica é sì paragonabile a quello profano inteso nel senso più ampio, ma contiene in sè una potenzia1ità speciale. Questa specia1ità consiste nel venire a far parte di una Istituzione che contiene insegnamenti volti a raggiungere la iniziazione intesa nel senso esoterico-simbolico, un apparato rituale e delle qualificazioni di ordine magico che tendono in maniera speciale a questo scopo.

Il fatto di essere entrati a far parte di un organismo che favorisce la manifestazione dello stato di coscienza superiore ci rende virtualmente idonei a sperimentarlo. Noi massoni veniamo favoriti nel perseguire detto stato di coscienza in virtù della appartenenza ad un Egregere tradizionale.

L’iniziazione orizzontale viene detta virtuale in quanto il Rito di iniziazione sancisce comunque l’appartenenza all’egregore qualunque siano le qualificazioni dell’iniziando, come riporta Jules Boucher  in “La Simbologia Massonica” a pag 21 del’introduzione.

Il vero significato dell’iniziazione reale è che questo mondo visibile in cui viviamo”, afferma il Pessoa, è un simbolo e un’ombra, che questa vita che conosciamo tramite i sensi è una morte e un sonno o, in altre parole, che quanto vediamo è un’illusione.

L’iniziazione è un dissolversi graduale, parziale di questa illusione. La ragione del suo segreto è che la maggior parte degli uomini non è adatta a comprenderlo e quindi lo comprenderebbe male o lo fraintenderebbe se fosse reso pubblico. La ragione per cui il significato è simbolico risiede nel fatto che l’iniziazione non è una conoscenza, ma una vita, e l’uomo deve dunque scoprire da sé ciò che i simboli mostrano, perché così vivrà la loro vita, senza limitarsi ad imparare le parole con cui vengono rivelati.”

A proposito di iniziazione, occorre precisare che il termine viene usato con significati di differente gradualità, nel senso che esso può indicare sia l’inizio di un percorso che il possesso di qualità conseguite lungo la via, come si nota nelle righe di Pessoa riportate qui sopra.

La via iniziatica si estrinseca attraverso una successione di tappe, comuni a tutte le discipline di questo genere.

I percorsi tra le varie tappe possono essere anche molto diversi tra loro, in quanto sono adattati a uomini di tempi, luoghi e culture differenti, ma le tappe, riguardando qualità, che costituiscono e caratterizzano la condizione di Essere Umano, sono a tutti comuni.

Fr. Leauiah