LE TRUPPE CAMMELLATE

I lettori abituali sanno ormai che i miei polemici editoriali sono sempre “ad personam” o, meglio, rivolti a “categorie di persone” che ho avuto e continuo ad avere la sfortuna d’incontrare in Massoneria e/o in altre Vie Iniziatiche.

Il N° 6/2013 di Sophia Arcanorum era rivolto ai “massoni nomadi”, ovvero a coloro che non hanno tregua nel cambiare di continuo Loggia di appartenenza ed anche Obbedienza. La loro profonda insoddisfazione dell’ambiente dove, di volta in volta, si vengono a trovare, spesso serve solo a mascherare a se stessi il proprio essere profondamente egoici, che li porta alla continua ricerca di nuove situazioni nelle quali essere maggiormente adulati ed onorati, spesso con lo scopo di acquisire dei “ruoli” di maggior rilievo (Maestro Venerabile, Presidente di “qualsiasi cosa”, Membro di Giunta o Gran Maestro di 30 soli fratelli…).

Allora scrivevo che questi personaggi, non contenti di “gradi” sempre più elevati (cui corrisponde, nel loro io profondo, il vuoto sempre più buio), iniziano la “raccolta delle figurine” anche in altri ambiti a volte solo pseudo-iniziatici, usufruendo del moderno proliferare di Ordini Cavallereschi autoreferenziati o di “Accademie” varie, di “Ordini Occulti” od Associazioni Culturali, nella speranza di poter far sapere a tutti di aver raggiunto ruoli anche “incogniti”, con buona pace del termine stesso!

Tuttavia, mi sono reso conto di una mia imprecisione nel non aver sottolineato la caratteristica di ‘esiguo gruppo’ in cui spesso si vengono a trovare questi poveri “iniziati”, i quali non si spostano mai singolarmente, ma sotto forma di “truppe cammellate”.

L’espressione d’ambito militare “truppe cammellate” significa letteralmente ‘trasportate a dorso di cammello’, il che rimanda a teatri di guerra non recenti. Ad esempio, quelle arabe erano formazioni che affiancarono le forze armate coloniali italiane; ma già nel corso della Prima Guerra Mondiale le forze britanniche impegnate sul fronte medio-orientale schierarono i “Camel Corps” dell’Imperial Camel Brigade, ovvero le “truppe cammellate”. Tale modo di dire, in senso figurato, è stata recepito dal linguaggio giornalistico e politico per indicare i “sostenitori, raccolti in corrente, gruppo di pressione, associazione, di un leader politico”.  Così cita un vocabolario, riferendosi al solo ambito politico (dove i gruppi, almeno, sono un po’ più numerosi, per via delle prebende promesse); ma dimenticando l’ambito massonico, dove colui che viene seguito nei suoi spostamenti “nomadi” è spesso un modesto maestro con turbe psichiche, che riesce a raccogliere pochissimi fratelli (spesso in numero inferiore alle dita di una mano!) totalmente privi di proprie idee e, dunque, agevoli oggetti di plagio.

Ed ecco che il maestro (lasciamo la minuscola, per favore…) porta in giro, di loggia in loggia, di obbedienza in obbedienza, di accademia in accademia e via dicendo, le sue minime truppe cammellate tentando di “venderle” in cambio di qualche “grado” o “ruolo” superiore. Il guaio è che a volte…gliele comprano!

Si tratta di “acquirenti” di specie ancora più infima, desiderosi di contare “4 iscritti in più”!

D’altra parte, in questa massoneria moderna che ha perso il senso della Tradizione Unica e Perenne, le pecore sono la fortuna…dei pastori: troppe vie iniziatiche sono ormai composte da greggi senza personalità, che, a testa bassa, seguono il “capobastone” locale.

Che tristezza!

Fr .’. Fil Jus

da Sophia Arcanorum nr. 22