La ricerca dell’UNO, ovvero quando avviene la trascendenza. Quando il Massone finalmente ha compreso il significato di: Essere. Il famoso “conosci te stesso”, si è compiuto e tutto si sta riunendo. Sì, ma perché? Perché la conoscenza di sé stessi porta all’unificazione con il Tutto… e poi: cos’è questo Tutto?

Domande che portano all’abbandono dei guanti e del grembiule, ormai strumenti inutili in quanto non si tratta più di lavorare la “pietra” ma lo “spirito”, e lo spirito non rilascia schegge, quindi sono inutili le protezioni. L’arrivo all’ultimo grado (in questo caso parlo del RSAA visto che è l’unico che conosco) cioè il 33°, dovrebbe aver portato il Massone alla piena conoscenza del proprio sé, dell’io più profondo e puro. La frase: al 33° grado Ti verranno svelati i misteri, altro non è che: a questo punto sai di essere, hai acquisito la consapevolezza necessaria per vedere sia il sopra che il sotto e viceversa. La tavola smeraldina di Trismegisto ha rilasciato gli effluvi della conoscenza e i misteri in effetti sono stati svelati.

La cuspide della Piramide è stata raggiunta e la vista è davvero inebriante. Ora si tratta di effettuare il salto quantico e immergersi in quello Spazio-Tempo senza dimensione e senza materia. Quindi una volta arrivati all’ultimo grado si ricomincia da capo? Sì, si torna al bianco dal bianco, il paramento del 33° grado porta in sé lo stesso colore di quello dell’Apprendista, perché in effetti si torna allo stesso punto (Uroboro), si torna al punto di partenza ma in maniera consapevole. Il punto è lo stesso ma lo Spazio-Tempo è differente. Si ricomincia ma in un livello diverso, ora il Massone è entrato in contatto con il Tutto, il GADU si è mostrato in tutta la sua potenza e si appresta a svelare gli Antichi Misteri: la parola finalmente è stata ritrovata e il risultato è una grande, grandissima risata. Tutto era lì, in bella vista, bastava solo fare un po’ di pulizia, togliere le incrostazioni della Materia e lasciare che il Compasso aprisse le proprie braccia.

Adesso è possibile tracciare il cerchio che racchiude un cerchio, il simbolo del Sole, di Dio del TUTTO è inciso. Ora il Massone ha la base costruita per proseguire sulla Via, anzi è diventato esso stesso Via, si è fuso con il simbolo e quindi con il Tutto, ha trasceso le Colonne, l’Istituzione, l’umanità e sé stesso. Si trova nella condizione del non-essere, quella che lo Zen chiama: non-mente. L’iniziato è arrivato ed è pronto per partire di nuovo. Per dove? Non ha importanza, tanto ora non esiste più un dove o un quando, esiste solo la consapevolezza.

Il Maestro può finalmente cominciare a rastrellare le foglie secche dal prato aspettando… cosa? chi?

Aspettando che qualcuno ponga la fatidica domanda: ma cos’è questo Tutto?

Cos’è il Tutto? Solo una parola.

 

Fabio Pedrazzi