Anzitutto conviene liberarsi dall’idea che occorrano pratiche strane e misteriose per arrivare a conoscenze superiori. Ci si deve rendere chiaramente conto, che come punto di partenza, si devono prendere i pensieri con cui l’uomo vive continuamente, e che si tratta soltanto di dare a questi una direzione diversa da quella abituale.

Rudolf Steiner

Ma cosa è il pensiero?

Rudolf Steiner usa una splendida similitudine per farcene comprendere il significato, ne associa il meccanismo a quello delle note musicali:

Una sola nota suonata singolarmente ha valenza solo per se stessa, quando a questa ne facciamo seguire un’altra la nota cosi legata inizia a trasmetterci qualcosa, un suono più complesso, foriero di informazioni più ricche che trascendono il valore delle due note prese singolarmente.
Vi è però un terzo elemento che entra in gioco: la pausa che lega le due note: essa conferisce ad esse carattere attraverso il ritmo.

Allo stesso modo una idea si trasforma in pensiero volitivo quando è legata dalla nostra mente ad un’altra idea. Tanto più è articolato questo percorso tento più ricca sarà la nostra sinfonia/pensiero. Dunque questa capacità di legare idee e concetti di varia natura esprimono quella che per noi è l’azione pensante (per ora tralasciamo l’origine del pensiero che non è oggetto di questa discussione).

Al pari di una melodia la nostra azione pensante utilizza strumenti (concetti) con diversa timbrica, frequenza e potenza e a seconda di come questi vengono utilizzati e legati tra loro da origine a oggetti che noi chiamiamo pensieri.

Pensiamo ad esempio ad uno degli orrori di questo secolo, il nazismo: molti degli intervistati dopo la fine della seconda guerra mondiale dichiararono di non sapere come avessero potuto seguire una ideologia simile, oppure, in direzione diametralmente opposta, pensiamo al cosi detto effetto Maharishi: durante la guerra tra Israele e Libano nel 1983 fu condotto un esperimento ripetuto 7 volte in due anni ovvero a un gruppo di meditanti fu chiesto di esplicare la propria azione direttamente in zona di guerra. Il risultato fu per i periodi dell’esperimento una diminuzione di morti e feriti o momenti di conflitto diretto di circa il 70%, e viceversa un aumento di episodi di ricerca di confronto pacifico di oltre il 60%.

L’esperimento fu ripetuto in altre occasioni (come a Washington DC nel 1993) con analoghi risultati.

Sorprendente furono le analisi degli EEG dei meditanti da cui si evinse che le onde celebrali diventavano coerenti entrando fra loro in fase proprio come diversi strumenti musicali accordandosi tra loro concorrano tutti a creare una unica sinfonia.

E’ possibile dire allora che il pensiero sia capace di modificare la materia?

Particelle come elettroni e fotoni si comportano in questo esperimento come se fossero un’onda lasciando tracce di interferenza sullo schermo. Questo avviene anche se la particella viene emessa sola (quindi è impossibile che interferisca con qualche altra particella!).

Ancora più stranamente si comporta la materia se lanciamo una sola particella e poniamo a ridosso delle fessure dei rilevatori che ci dicano per quale fessura la particella è passata: se osserviamo una sola fessura la particella passa da essa e non crea interferenza.

In sostanza è l’osservatore che attraverso la sua azione “materializza” la particella in questa o quella fessura.

Dei proiettili lanciati attraverso due fenditure impattano sullo schermo dietro le fessure lasciando più o meno la traccia delle fessure per cui sono passati.

Un’onda passa attraverso le due fessure producendo alle spalle di queste altre onde che “interferiscono” fra loro.

Ciò produce sullo schermo diverse tracce marcate proprio dal numero di queste.

Se facciamo passare delle particelle subnucleari come elettroni o fotoni queste si comportano come se fossero onde (sullo schermo abbiamo la traccia delle interferenze).

Ma ciò accade anche se facciamo passare una sola particella per volta !

Se poniamo un osservatore, le particelle tornano a comportarsi come i proiettili.

Se l’osservatore si attiva su una sola delle fessure la particella passa da questa e non dall’altra.

Jhon Wheeler, fisico che partecipò al progetto della prima bomba nucleare e della prima bomba ad idrogeno propose alla luce di ciò detto di chiamare il rilevatore “partecipatore” ma la fisica prudentemente pensò fosse meglio chiamarlo “osservatore”.

MARCO 11

23 In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto. 

24Perciò vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete. 

E’ possibile che in questa parabola si prenda in considerazione la capacità di un pensiero ben impostato ed emesso da un grande maestro di interagire con la materia?

A che scopo?

Genesi 2, 1-3

E benedisse il giorno settimo, e lo consacrò.

letteralmente: “Che creo’ Dio per fatte”

In ebraico i verbi essere ed avere non si usano essendo sottintesi. Potrebbe dunque essere tradotta con:

Che creo Dio per aver fatte” oppure “che creo’ Dio per Essere fatte”

nel primo caso sembrerebbe una frase ridondante, nel secondo avrebbe più senso: perchè in esso aveva Dio cessato da ogni opera che creo’ Dio per Essere fatte.

Tutto ciò potrebbe significare che la Creazione ancora deve essere “fatta”, cioè completata o modificata. Avrebbe cioè l’Eterno lasciato di proposito qualcosa di non ultimato affinché fosse l’uomo stesso ad occuparsene, attivando la propria creatività attraverso il pensiero.
Ma a che scopo e come?

Nel 1982 un esperimento fatto dal fisico francese Alain Aspect mise in evidenza un fatto molto curioso: se due particelle subatomiche come gli elettroni o i fotoni venivano messi in relazione tra loro una volta separati erano in grado di “comunicare” il loro stato istantaneamente all’altra particella anche a distanze grandissime (esperimento del 2017 condotto dal fisico Juan Yin ha accertato almeno 1200 chilometri).

Ciò ha portato i fisici ad interrogarsi sulla vicenda.

Alcuni di loro come il fisico Londinese David Bhom sono arrivati a mettere in dubbio l’esistenza di ciò che noi chiamiamo realtà oggettiva.

Bhom si convinse che il motivo per cui le due particelle rimangono in contatto indipendentemente dalla distanza che le separa risieda nel fatto che la loro separazione sia un’illusione. Ad un livello più profondo non sondabile dai nostri sensi tutto sarebbe infinitamente collegato. Anche il tempo e lo spazio non sarebbero più dei principi fondamentali: tutto ciò che e’, che sara’ o che e’ stato farebbe parte di un unico “organismo”.

Se David Bhom ci parla di universo olografico, addirittura il neurochirurgo Viennese Karl Pribram arrivò ad ipotizzare una mente olografica.

Chi ne voleva confutare le teoria dette invece a Pribram conferme del proprio lavoro.

Ad esempio nel 1960   Paul Pietsch condusse un esperimento asportando interamente il cervello da delle salamandre e riposizionati al contrario la mente ritornava a funzionare.

Karl Lashley nello stesso periodo: asportava parti di cervello dei ratti dopo aver insegnato loro ad uscire da un labirinto … i ricordi perdevano solo un pò di lucidità o definizione proprio come una immagine olografica perde di definizione qualora se ne asporta una parte.

Pribram ipotizzò che i processi di memorizzazione, nel contesto olografico, coinvolgano oscillazioni elettriche della rete neuronale, processo differente da quello dato per buono nella teoria convenzionale e che si basa sulla comunicazione tra le sinapsi. Queste oscillazioni sono onde e creano schemi di interferenza nei quali si codifica la memoria, sostanzialmente grazie alla capacità del cervello di convertire questi schemi di interferenza nel modo descritto dalle equazioni delle trasformate di Fourier. Le trasformate di Fourier, matematico del diciottesimo secolo, permisero anche a Gabor di realizzare gli schemi di interferenza sulle pellicole olografiche che stanno alla base dell’invenzione degli ologrammi e vengono usate oltretutto per codificare le onde sonore o elettromagnetiche.

Dunque l’attività celebrale avrebbe come base una oscillazione elettrica che produrrebbe vere e proprie onde. E visti i fenomeni prima descritti potrebbe anche riceverne.

Quando parliamo di onde sappiamo che è l’energia a trasmettersi in questo modo.

Già, ma quale energia?

Secondo la Tradizione (da quella indo-vedica ad oggi) l’apparato cerebrospinale sarebbe simile nella sua funzione a qualsiasi altro apparato, ad esempio, a quello digerente: come quest’ultimo assimila il cibo che gli viene fornito, lo seleziona e ne ricava energia per il corpo fisico permettendone vita ed evoluzione, cosi l’apparato cerebrospinale, elaborando il “pensiero”, produrrebbe energia utilizzabile anch’essa per vita ed evoluzione della natura umana.

La natura umana.

E’ impossibile trovare un Sistema che renda un’idea completa della natura umana.

  • Gli Induisti dividono l’uomo in sette parti: fisico, eterico, astrale, mentale, causale, buddhico, atmico);
  • Gli Astrologi in dodici;
  • Gli alchimisti in Quattro (terra, aria, fuoco, acqua);
  • I Kabalisti in 4 piani per 10 sefiroth;
  • I Taoisi e I persiani in due (Bene male, alto basso, positivo negativo etc.);
  • I cristiani a volte in due (corpo ed anima) e altre in tre (corpo, anima e spirito);
  • Altri esoterismi in 6 o 9 (il tre ripetuto due o tre volte).

Si potrebbe continuare all’infinito a enumerare divisioni tutte giustificabili e che per cosi dire si completano a vicenda.

E’ forse utile notare che tutto dipende da che punto di vista consideriamo l’uomo.

Ogni divisione potremmo definirla come un utile strumento per presentare ora questo ora quell’altro aspetto della realtà.

Ognuna produce il suo effetto su un livello differente. Tutte sono vere in relazione al proprio punto di vista.

Ad esempio, se prendiamo in esame l’anatomia umana per facilitarne la comprensione avremo bisogno di diverse tavole a seconda dei vari sistemi presi in esame (nervosa, ossea, muscolare etc.): allo stesso modo gli iniziati si servono di diversi schemi a seconda degli aspetti dell’essere umano che si intendono approfondire.

La maggior parte degli esoterismi si servono per lo studio della natura umana di una prima grossolana suddivisione:

Natura inferiore e natura superiore.

Avremo notato che persone diverse che si trovano difronte alle stesse condizioni reagiscono in modo diverso:

Esempi: Subisco un torto … reagisco vendicandomi oppure perdono e reagisco al male con il bene…
Mi piace una donna sposata … tento in tutti i modi di avvicinarla a me allontanandola dal marito e dai suoi figli oppure capisco che i miei sentimenti sono secondari rispetto alla salvaguardia della felicità di un nucleo familiare già consolidato.

Entrambi i comportamenti appartengono alla così detta “Natura Umana”.

Possiamo però dire che alcuni atteggiamenti paiono ispirati dalla natura inferiore ed altri da quella superiore.

E’ frequente vedere gli uomini comportarsi secondo criteri animaleschi, istintivi; è talmente frequente che talvolta per giustificare atteggiamenti dettati dall’egoismo, dall’aggressività o dall’invidia, abbiamo assunto l’abitudine di dire “è umano” di fatto facendo confusione tra Natura umana e Natura inferiore che è invece un retaggio del regno animale, impronta questa da cui nessuno può dirsi esente.

La natura inferiore guida e ispira il mondo animale aiutandolo ad adempiere ai 4 bisogni primari necessari alla propria sopravvivenza da sempre … e funziona benissimo.

Nutrirsi                                                                    Riprodursi

Difendersi                                                               Ripararsi

Ma nell’uomo sono talvolta scambiati per altrettanti scopi di vita o modo per affermare il proprio ego.

Ma l’uomo sente in se un’altra vocazione: sebbene debba portare in se la propria natura animalesca, sente ardere in lui una natura differente, superiore, divina.

Le due nature si manifestano in due direzioni opposte pur avendo in comune la medesima struttura. Un unico essere con due nature.

Anche il termine con cui generalmente indichiamo questo “insieme” ovvero il termine “PERSONA” ci parla di questo.

Dal latino: Per (attraverso) suonar (risuonar). Indicava la maschera che in antichità veniva indossata dagli attori per interpretare questo o quel carattere.

Potremmo dire che la “personalità” è il ruolo che la Natura Divina riveste durante la sua esistenza terrena e ci “fa credere” di essere uomo, donna, dotato di un certo temperamento, certe facoltà o lacune. E’ ciò che gli esoteristi identificano con il nome di Sé inferiore.
Il grave errore degli esseri umani è quello di identificarsi completamente con questa parte e tralasciarne l’essenza, l’attore per così dire … la propria natura divina, il Sé superiore.

E’ in queste due direzioni che l’uomo può indirizzare la propria energia, in entrambi i casi sia in maniera proficua per la propria evoluzione sia in modo nocivo con il risultato di una grave stasi o peggio di un processo involutivo.

Infatti indirizzare la propria energia verso la realizzazione di desideri che appartengono alla natura inferiore (materia) infischiandosene e a volte non volendo essere consapevoli della presenza di una realtà superiore oppure al contrario indirizzarla verso l’alto tentando di soddisfare anche in questo caso un desiderio che più di ascendenza è di fuga dalla realtà (spiegare paradiso o “aventinismo spirituale”) da un punto di vista iniziatico non sono tanto diversi).
Entrambi tentano di soddisfare dei desideri che hanno al propria radice nell’Ego e proiettano il proprio egoismo, vestendolo di buoni propositi.

Matteo 6, 10

Sia fatta la tua volontà cosi in cielo come in terra.

Tavola di smeraldo

…ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli di una sola cosa…

In realtà un iniziato è sempre in uno stato vibratorio tra i due estremi: non nega la realtà poiché in essa è stato posto, in essa deve operare e da essa deve trarre insegnamento, non perdendosi solo nel soddisfacimento dei propri desideri materiali, ma neppure deve smarrirsi occupandosi solo di soddisfare il proprio desiderio di spiritualità. E’ possibile che il grande Maestro Yeshua e la tavola di smeraldo intendessero fare riferimento a questa verità che trova il suo complemento simbolico nella stella di David?

Cercando di superare il proprio bisogno di desiderare qualcosa l’iniziato non si rende più prigioniero del tentativo costante di soddisfare quel desiderio.

Troviamo conferma di ciò esposto anche nella seconda e terza nobile verità di Gautama il Buddha:

Seconda nobile verità: La Verità dell’origine del dolore. Il “dolore” non è colpa del mondo, né del fato o di una divinità; né avviene per caso. Ha origine dentro di noi, dalla ricerca della felicità in ciò che è transitorio, spinti dalla sete, o brama per ciò che non è soddisfacente. Si manifesta nelle forme di:

  • “brama di oggetti sensuali”;
  • “brama di annullare l’esistenza”.

Terza nobile verità: La Verità della cessazione del dolore. Per sperimentare l’emancipazione dal dolore, occorre lasciare andare l’attaccamento alle cose e alle persone, alla scala di valori ingannevoli per cui ciò che è provvisorio è maggiormente desiderabile.

Andare in Alto per portare in basso e tentare di portare il Basso sempre più in alto… questo è ciò che fa un vero iniziato attraverso l’uso appropriato delle proprie energie spirituali.
P.G. Caselli fa un esempio molto attuale: un immigrato che trovi un lavoro e condizioni economiche più favorevoli nel paese in cui è ospite (in alto) manderà inizialmente denaro alla propria famiglia che risiede in un paese con condizioni peggiori (in basso), migliorando in tal modo la propria condizione e quella della propria famiglia. Il suo scopo sarà quello di portare la propria famiglia “in alto“, ricongiungendosi ad essa.

Per secoli abbiamo chiamato spirituale chi ha tentato di scappare dalla realtà (nell’esempio di prima l’immigrato che, migliorate le proprie condizioni di vita, si dimentichi completamente della sua famiglia): questo è egoismo spirituale, è il risultato del tentativo di soddisfare solo il proprio desiderio di trascendenza, un desiderio nobilissimo intendiamoci, ma addirittura superabile, come abbiamo visto, attraverso la condivisione.

E’ in questo stato vibratorio che si esplica la pratica dell’iniziato.

E’ nella stasi viceversa che l’uomo perde la sua funzione di collegamento tra se inferiore e se superiore e in questo perde anche se stesso.

Se leggiamo attentamente le parole che ci ha lasciato un grande Maestro è palese quanto nociva possa essere la stasi, il non essere operativo, per la via iniziatica.

Luca 14, 34-35

34 Il sale è buono, ma se anche il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si salerà? 35 Non serve né per la terra né per il concime e così lo buttano via. Chi ha orecchi per intendere, intenda».

Apocalisse 3, 15-16

15 Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! 

16 Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. 

La cultura occidentale ha prodotto una netta dicotomia tra Spirito e Materia.

Questo ha portato all’esasperazione di concetti non nuovi come l’inconoscibilità della cosa in se di Kant. Questo ha portato alla creazione di due campi separati: da una parte la scienza e dall’altra la fede.

Si può anche credere che si possa vivere in una situazione del genere… ma non tanto: abbiamo argomenti come l’eutanasia, il concepimento extrauterino, gli o.g.m., per non parlare degli sviluppi in campo sociale, come l’evoluzione del capitale come strumento potenzialmente positivo o, come abbiamo visto, disastroso.

Ci servono delle conoscenze spirituali per affrontare questi argomenti. La povertà di strumenti gnoseologici per dirimere questi terribili problemi è la causa del protrarsi, anche nelle coscienze più sensibili, di progetti legislativi per anni e si scontrano con questa terribile incertezza che deriva dalla mancanza di certezze che possano affiancare quelle scientifiche.

Non essendo più in grado di percepire il soprasensibile “nell’aldiquà”, nel mondo sensibile, non è rimasto altro da fare che trasferirlo nel trascendente affidando alle religioni.

Queste hanno svolto un compito importantissimo e continuano a farlo, ma fino a quando non saremo in grado di riappropriarci della capacità di porci domande (le giuste domande) e di sostituire con queste i nostri desideri, che il più delle volte sono indotti dalla realtà in cui viviamo, piuttosto che generati dalle nostre coscienze non potremo definirci esseri spirituali.

La tua realizzazione spirituale e’ il piu’ grande servizio che tu possa offrire al mondo”

Ramana Maharashi

Fr. Abulafia

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