“È vero, senza menzogna verissimo, che ciò che è in alto, è come ciò che è in basso, per compiere i prodigi di un’unica cosa. E come tutte le cose vennero da una cosa sola, per volontà e comando dell’Unico che le pensò, così anche nascono tutte le cose da questa cosa una, secondo l’ordine della Natura”.

L’applicazione del Rituale, con le sue allegorie e le cadenze delle parole, dei gesti e dei segni, attiva quei legami, quelle funzionalità elettromagnetiche che spiegano altresì perché siamo sempre desiderosi di frequentare le nostre riunioni, perché troviamo piacere e giovamento psichico dopo i lavori in Loggia; forse sono anche questi i motivi che ci indicano come la Verità sia racchiusa nel Rituale e che bisogna studiarlo a fondo, capirlo, farlo proprio.

Chi tra di noi ha approfondito questo argomento, rifererendosi a questa Forza energetica che scaturisce dal nostro Rituale, si sarà certamente imbattutto in un termine, Eggregore (o Eggregoro).

Cos’è un dunque un Eggregore?

La parola viene dal greco deriva dalla parola greca “egregoros” e significa “vegliare” o “colui che veglia”ed indica proprio un insieme, un “gruppo di persone” legate insieme da sentimenti, ideali, usi e costumi comuni.

Ora assumendo scientificamente che l’uomo è un continuo generatore di energia, energia variabile in termini di intensità, frequenza ed ampiezza secondo l’intenzione, la parola, e la sua gestualità di ciascuno di noi possiamo quindi dire che ad un Eggregore fisico può essere associato un suo pari, energetico appunto. Quando un Eggregore fisico si riunisce ritualmente ed è mosso da sentimenti, dottrine, rituali aggiunti alla carica energetica insita in ognuno di noi viene generato un Eggregore vivo, in pratica senziente e certamente spirituale.

Senza possibilità di smentita possiamo quindi riassumere che ogni Eggregore fisico produce, con le sue azioni e forze invisibili, in termini di magnetismo, campo elettrico e carattere vitale un Eggregore Spirituale.

Per citare due esempi di Eggregore fisico possiamo prendere in esame 2 casi, decisamente agli antipodi essendo gli estremi di un intervallo tra il sacro ed il profano: una folla di fedeli in Preghiera e una curva di tifosi inneggiante la propria squadra nel proprio stadio. Quanto più efficace, quanto più sentita è la preghiera o il tifo, è tanto più ancora se la preghiera o il tifo è una per tutti e se è guidata, convogliata, da chi ne ha i poteri, verso un determinato obiettivo, tanto più si genererà un’Energia un’azione efficace verso un determinato obiettivo, il senso e l’intervento del Sacro da un lato, la forza e la spinta agonistica alla propria squadra del cuore dall’altro. Difatti tanto più forte è la personalità, il sentimento, la partecipazione dei membri di Eggregore Fisico, tanto maggiori sono i poteri di chi dirige questo gruppo, tanto più forte è l’Eggregore Spirituale che ne scaturisce e che se ne distacca ad onde continue, una dietro l’altra, finché l’azione perdura quasi come avviene nel fenomeno Fisico della risonanza.

Soffermandoci su quanto ci riguarda e ci caratterizza come può un Rituale e l’insieme dei membri di una Loggia creare, rafforzare e avvertire la Presenza di questa entità spirituale che chiamiamo Eggregore ?!?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo in realtà considerare il Rito, lo Spazio dove esso si svolge e i simboli con i quali viene velato il Rituale, l’armonia dei partecipanti.

Prima però dobbiamo assumere che siamo circondati da campi energetici scaturiti da Riti che risalgono alla notte dei tempi, Archetipi, spazi metafisici ai quali è possibile “collegarci” e trarre “il giusto profitto” mediante un sistema di parole, suoni, gesti che caratterizzano un determinato Rito. I Salmi, le preghiere del Corano cadenzate durante il giorno, le invocazioni della Torah potrebbero ad esempio essere considerati strumenti di “collegamento e interazione” con queste Energie; di certo, il nostro Rituale può essere considerato anch’esso come tale.

La Massoneria è un Ordine Iniziatico, l’ammissione di un nuovo candidato all’Istituzione avviene per mezzo di un rito di Iniziazione che corrisponde ad una nuova nascita. Ma in che senso?

La nascita dell’adepto all’interno di un Eggregore, spirituale stavolta, rispetto all’Eggregore fisico (la sua famiglia, gli amici, il gruppo di lavoro) del quale il candidato faceva parte prima di essere Iniziato alla Massoneria. Alcuni studiosi accennano a questo processo come il ricongiungimento del candidato alla sua energia primaria che viene definita Mane, sostanza impalpabile, invisibile ma onnipresente, psichica e che si differenzia in termini di quantità, densità e potenza ed in quanto tale, avvertibile, influenzata, modificata e addirittura distrutta.

L’ammissione di un nuovo membro di Loggia comporterebbe le seguenti azioni:

  • l’ingresso del nuovo adepto aumenta, con le sue qualità e i suoi difetti, la “potenza” dell’Eggregore
  • l’Eggregore di contro isolerà il nuovo adepto dalle forze negative del mondo Fisico e, grazie alla forza dei singoli immagazzinata negli anni, lo rinforzerà
  • verrebbe a crearsi quindi quel legale psichico tra i membri della Loggia e il nuovo adepto.

Ovviamente questo processo rischierebbe di non portare i suoi benefici se in fase di iniziazione il Rito si svolgesse con qualche errore, un gesto sbagliato, una presenza non allineata, non in armonia con la comunità riunita. Il Rito sarebbe altresì vano se l’adepto non sia intimamente consapevole di essere circondato da energie positive, di appartenere ad un Eggregore appunto, realizzato in un determinato ambiente.

Fondamentale dunque sarebbe l’armonia dei partecipanti, armonia che viene più volte citata nel nostro Rituale. Il perché a questo punto sarebbe ancora più chiaro. Il dibattito, la dis-armonia tra 2 fratelli o di un fratello non allineato con gli obiettivi della Loggia hanno valenza negativa quindi inficerebbero negativamente sulla POSSANZA dell’Eggregore spirituale della Loggia stessa. Automaticamente infatti, il dibattito e il confronto in Loggia (ricordiamoci ancora una volta che gli argomenti di cui in Loggia è vietato parlare sono le due questioni sulle quali l’Uomo dibatte da sempre e cioè Politica e Religione…) creano dis-armonia tra i Fratelli, si vengono a generare automaticamente infatti quegli influssi a valenza negativi propri di una carica adrenalinica che verrebbe ad aumentare tra i fratelli stimolando i singoli ad una scelta di campo.

Cosa accadrebbe in effetti ?

Che non tutti i Fratelli sarebbero poi allineati, in armonia gli uni agli altri per la Gloria del Rito e per il benessere della Loggia. Il termine Eggregore è quindi identificabile con una potente “corrente Spirituale, alimentata da uno comunità che si incontra ad intervalli regolari, secondo il ritmo e l’armonia dell’universo, o da un’Unione di Entità, Volontà, riunite da caratteri e scopi comuni”. Lo stesso René Guénon riconosce che ogni collettività “dispone di una forza di ordine sottile costituita, in qualche modo, dagli apporti di tutti i suoi membri passati e presenti, i quali possono produrre effetti tanto più intensi e considerevoli in funzione del numero dei membri e del grado di antichità della compagine”. La vita materiale degli Eggregori è assicurata dal numero dei membri, dalla loro disciplina, dalla loro unione Spirituale dalla loro stretta osservanza dei Riti Vivificatori e Conservatori. Egualmente le correnti di simpatia e di antipatia generate nel mondo profano dalle loro azioni e dalle loro tendenze aiutano o impediscono notevolmente la vitalizzazione dell’Eggregore.

Fr. Wusermatra