Abstract dell’intervento dell’autore Giovanni L. Lettieri al 3° Seminario Nazionale sulla Tradizione Unica e Perenne che si terrà a Napoli il 23 marzo 2019 presso l’Hotel Tiempo (Ingresso libero fino ad esaurimento posti).

L’operatività in Massoneria è un argomento che divide. Chi non la pratica (e non l’ha mai praticata) afferma con convinzione che non esiste l’operatività. Per molti massoni “anglosassoni”, l’argomento altro non sarebbe che un vaneggiare degli iscritti alla “massoneria di frangia”, la Massoneria “minoritaria”, non collegata alla United Grand Lodge of England e quindi secondo taluni “irregolare”. Per altri Massoni invece, essendo l’operatività massonica tante volte associata solo ad Antichi Rituali, la si ritiene un elemento “di folklore” in quanto non più presente nei Rituali in uso (e fin troppo semplificati); anzi taluni associano solo ed esclusivamente la Massoneria Operativa agli Antichi Costruttori di Cattedrali (anche se un elemento in comune c’è come vedremo di seguito).

Ci sono poi quei pochi Massoni che ne affermano l’esistenza, ma molte volte l’associano solo alla Ritualità di Consacrazione dello Spazio Sacro, elemento anche questo molto discusso in quanto non sempre, anzi quasi mai, vivificato prima di un Lavoro Rituale Collettivo – Loggia o Rito -.

Il mio intervento in tal senso serve a dare una visione un po’ più ampia dell’argomento, a dare qualche cenno e/o metodo operativo e perché no ad incuriosire i partecipanti a questo evento ad Operare realmente o quanto meno ad approfondire nella sua Loggia, nel suo Rito, l’argomento.

Iconografia dell’Est in un Antico Rituale del 4° RSAA e RAPMM

Sembra ovvio, ma non lo è per tutti: quando parliamo di Operatività in Massoneria non vogliamo ricordare il tempo in cui si generò la Antica Maestranza dalle Corporazioni di Mestiere e Gilde di Costruttori Medievali che videro il loro apice nel periodo delle Costruzioni delle Cattedrali Gotiche. Identifichiamo correttamente nell’Operatività in Massoneria quella ricerca e soprattutto quella pratica esoterica che, nelle Logge ed ancor più nei Riti di Perfezionamento, porta gli iniziati ad approfondire e mettere in pratica alcune metodologie di reintegrazione proprie delle Vie Iniziatiche Tradizionali (almeno nella loro forma collettiva ed occidentale).

Certo, sono concetti difficili da considerare validi per coloro che considerano la Massoneria solo un “un peculiare sistema di moralevelato da allegorie e illustrato da simboli” (definizione delle Comunioni legate alla UGLE). Infatti, molti massoni, a torto o a ragione, non considerano per nulla gli aspetti operativi dei Rituali, non concentrano i propri sforzi in un’applicazione ed anche ad un’istruzione dei neofiti in tal senso.

Soprattutto nell’ultimo secolo e mezzo il Fondamento Iniziatico della Massoneria si è diviso in due tendenze che hanno dato vita a loro volta a tre vie distinte. Due tendenze primarie: la Massoneria riconosciuta dalla UGLE, definita Formale* tesa ad un miglioramento etico-morale dell’individuo grazie all’AutoCoscienza con un processo deduttivo / induttivo e quella non riconosciuta dalla UGLE. Quest’ultima ulteriormente frammentata in due sotto gruppi: la Massoneria definita Razionalista* tesa ad un miglioramento dell’individuo con metodo di AutoCoscienza con processo deduttivo / induttivo integrato con concetti e simboli culturali provenienti da organismi e leggende rituali diverse.

Giovanni L. Lettieri