Julia Maria Crespi: Quando ha attirato l'attenzione di politici, banchieri e industriali

Julia Maria Crespi: Quando ha attirato l’attenzione di politici, banchieri e industriali

A Julia Maria non piacevano i complimenti. È stato semplice. Nella sua arrogante dolcezza può sembrare scortese. È impaziente di sapere di conoscere ogni richiesta ritenuta corretta, differita e definitiva. Un metodo autoritario nella sua semplicità (il taglio cesareo era, secondo i critici, a cui mancava, data la sua simpatia politica). A volte trattava l’uomo forte in servizio come se fosse il suo servitore (che lo considerava anche affezionato alla famiglia). Ho visto famosi ministri, banchieri e industriali attirare la loro attenzione sull’intelligenza di una donna piccola, debole, ma infallibile con una volontà di ferro. Spesso erano ospiti nella sua magnifica casa in Corso Venezia, a Milano, forse avevano paura della famiglia Canaletto che suo padre aveva acquistato per un breve periodo (invidia della regina) Elizabethita), È un prezioso arazzo di un simbolo di famiglia del tessuto lombardo e della diffusione dell’imprenditoria. Impaurito, imbarazzante. Il giornalista ha osservato, con la gioia e l’ammirazione di quella donna che – fino al 1974 – era la sua editrice. Ma Julia Maria Crespi (l’autore è stata una delle ultime giornaliste che ha assunto) ha sentito di per sé un editore di fatto del Corriere, dal Corriere all’ultimo. Anche se ha scelto di investire nel principale concorrente La Repubblica, causandoci qualche inconveniente.

Quando prevede, in una stagione sfortunatamente amministrativaPer rinunciare alla zona verde del centro sportivo alla periferia di Milano, una testimonianza del passato con CSR Crispy (che ha anche fornito legna per riscaldare gli stipendi dei dipendenti) ha scritto ai suoi pensionati al Courrier. Come ex proprietario ed eroe verde. Julia Maria ha continuato a trattarci come i suoi figli e spesso ci ha schiaffeggiato metaforicamente. Per chiedere, incoraggiare e scrivere. Non per se stesso. Inizio. Nessuno la supplicò di intercedere per i suoi interessi politici ed economici (poiché quest’ultimo provocava un’indifferenza reale vicina al disprezzo). Inizio. Per le sue lotte a favore della natura, dell’agricoltura sostenibile e delle dinamiche dinamiche, contro l’inquinamento, contro la speculazione edilizia, contro molte atrocità italiane. E al Fondo Ambiente Italiano (Fay) Che ha venduto “Corriere” nel 1975, voluto sul modello del fondo nazionale inglese. Sono quasi. Julia Maria aveva due gemelli. aldo Paravicini È morto in un incidente d’auto la scorsa primavera Nella tenuta ticinese famosa per i suoi prodotti biologici. Padre Marko rappresentava quando Julia Maria era incinta di Aldo e Luca. E immaginiamo com’era il suo dolore intimo. Lo avrebbe sicuramente nascosto sotto la sua disciplina calvinista, duro e non incline a rivelare sentimenti. I morsi di questo tumore che pensava di aver sconfitto nel 2014 (rifiutando la chemioterapia) potrebbero aver accelerato e invece ha preso la sua strada spietatamente.

READ  Allerta rapida, quando finisce? Oggi il punto rosso è in 10 città (poi arrivano i temporali)

Nel 2015, su richiesta della famiglia Ma anche per questo senso di dovere borghese e puramente milanese di lasciare le cose in ordine, senza dimenticare nulla, Julia Maria ha scritto i suoi appunti. Questo libro My Red Thread (Einaudi) è un viaggio meraviglioso (io uso questo termine e quindi la ragione sarà compresa) nella vita di un bambino spericolato, libero e allegro, che è rimasto così anche dopo novant’anni. Nella mia vita ho fatto molti errori e ho molti difetti – diciamo in un’intervista sul libro ad Antonio Gnoli di Repubblica – ma ho sempre cercato la verità. Tutti nel nostro paese hanno paura della verità. È necessario raccontare i fatti come è successo. Cambiare i valori morali, cambiare le abitudini. I fatti rimangono. Qui rimangono i fatti. Questo dovrebbe dire un vero editore. Indipendentemente dal suo personaggio, farebbe altrettanto bene come editrice. Ma si è trovata la proprietaria del corriere in un periodo in cui i bilanci venivano annaffiati da tutte le parti. Ma se fossi un editore, mi avrebbe licenziato non appena fosse successo Spadolini Ho detto una volta. Lei sorrise. Ma nel libro, Julia Maria ha ammesso di aver sbagliato espellendo il primo primo ministro non cristiano, a causa della sua separazione da Montanelli.

La consapevolezza ambientale è stata sottolineata nei suoi appunti E la cultura della bellezza che l’Italia non avrebbe vissuto senza questa donna testarda e arrabbiata. Non dimenticare le pagine in cui ci racconti in Sardegna la natura incontaminata – e che aiuta a preservare – del suo viaggio con l’architetto Guglielmo Almuzouni E l’inizio della sua storia d’amore. William aveva la sua bellissima personalità. Era preoccupato di vedere il film Pierre Paolo (teoria) Basolini, Quindi collaboratore del Corriere, che Julia Maria ha permesso di fotografare a Zelata. Molte distrazioni, minacciate di divorzio. Guglielmo continua i suoi impossibili progetti di architettura fondendosi con la natura (con l’inconveniente e l’inconveniente). Quando ha alzato molto la voce negli ultimi anni della sua vita, che ora è sorda, Julia Maria l’ha restaurata con un aspetto bellissimo e impressionante. Un mondo che non esiste più, ci mancherà. Sperando che Julia Maria non ci ascolti perché non sarà d’accordo. C’è molto da fare – dirà – per guardare al futuro.

READ  Allerta rapida, quando finisce? Oggi il punto rosso è in 10 città (poi arrivano i temporali)

19 luglio 2020 (modifica il 19 luglio 2020 | 23:46)

© Riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *