Il Discepolo

Nella produzione letteraria moderna, di risvolto esoterico, la parola discepolo, acquisisce un significato molteplice. Spesso il significato profondo è corrotto dagli strati grossolani dell’interpretazione del volgo. Premettendo che, dove esiste un maestro, esiste un discepolo, si comprenderà, quindi, che se non esiste un discepolo non ha senso parlare di “maestranza”.

A questo punto, se Immaginiamo un cerchio, dove al centro di questi, v’è il maestro e sulla circonferenza i discepoli (qui v’è il concetto di rosa mistica) il ruolo dei petali sarà ivi attribuito ai discepoli, mentre quello del bocciolo sarà ascritto al maestro). Ora la domanda è …

‹‹Come apprezzereste la bellezza di una rosa, dal bocciolo “nascosto”, oppure dai sui petali esterni, comunque legati ad esso?››

Quindi concettualmente discepolo è colui che uscendo dal mare della volgarità entra nell’irradiazione di un centro, unendosi ad esso simbioticamente. Molto importante da dire è che se il Maestro è di manica larga, i “discepoli” saranno in tanti, ma poveri, al contrario invece, se questi è “selettivo” nelle Iniziatura, i discepoli saranno in pochi ma “ricchi. Chi tra i discepoli ha possanza, compie l’opera di purificazione e si stacca completamente dallo stato grossolano, che è scorza del volgo, e viene in qualche modo, trasportato nella corrente più pura, dove il VOLGO non è ammesso per sua “gravità” e “PESO“. Tant’è vero che chi tra i discepoli non acquisisce questo stato, si allontanerà lentamente ma inesorabilmente dal centro della Rosa.

Saulo

Questa legge ricorda il piombo degli alchimisti. L’uomo, infatti, è costituito da MASSA e popola in questo modo il Mondo visibile, ossia il Mondo degli effetti, che si alimenta continuamente della paura di non avere e non possedere. Mentre al contrario, il Modo Invisibile, l’astrale, prende solo quando si vuole e solo quando si ha necessità.

L’uomo volgare è galante con tutti solo per vanagloria, ed egli cammina con bandiera al vento del suo proprio stendardo, degradando così, la natura umana (che è divina ed UNA) nel fango della bestialità. Il Discepolo pio, invece, possiede una volontà sottile, che egli mai sopprime. Questa volontà lo spinge costantemente verso la corrente al centro della rosa, con lo stato d’animo rivolto alla luce promessa. Infatti finché il discepolo è sotto irradiazione lucifera del maestro, questi assorbe tutte le virtù occulte, e nulla, potrà interferire nella catena.

Ma appena il discepolo si distacca dal centro della rosa, la corrente volgare lo corrompe ancor più forte e prepotentemente si impossessa di lui. Quindi, un discepolo può essere considerato tale:

  • Quando, uscirà definitivamente dalla corrente del volgo
  • Quando, cozzerà con le opinioni del pubblico profano ma resterà saldo all’albero della nave
  • Quando, pur distaccandosi dal maestro, mai penserà di sostituirvisi.

In breve, il discepolo se profondamente convinto di voler intraprendere, a cuore puro, questo viaggio pericoloso, gli dev’essere data , da parte del maestro, la facoltà di prevedere il pericolo che questi comporta. Infine il Viaggio si “completerà” solo quando la previsione del viaggiatore si sarà esaurirà….

Nello stesso istante la virtù del Maestro cesserà d’agire sul soggetto.

Dal canto suo, il discepolo continuerà, aspirando come chi lo ha preceduto, al completamento inesprimibile, ed ineffabile dell’OPERA.

Fr. Fabio Da’ath

Introduzione alla Magia Avatarica.

Introduzione alla Magia Avatarica.

La magia Avatarica non ha un’origine ben definita, ma la si fa risalire all’antica tradizione Indù. Tanto è vero che la parola Avatar viene fatta risalire al Sanscrito e tradotta come “discesa”. Discesa molto cara ad ogni tradizione Iniziatica esoterica ed essoterica, infatti ad ogni ascesa ai Mondi Superiori, precede sempre una discesa nel Mondo delle tenebre e dell’oscurità”.Ad esempio, nel Catechismo della Chiesa Cattolica, nei testi della professione della fede all’articolo 5 v’è un verso che recita come segue: GESU’ CRISTO «DISCESE AGLI INFERI, IL TERZO GIORNO RISUSCITO’ DA MORTE». Lo stesso Don Giustiniano Lebano, a me molto caro, tra i principali esperti di ermetismo partenopeo, scrisse un volumetto dal titolo: “Dell’Inferno – Cristo vi discese colla sola anima o anche col corpo? Torre Annunziata 1899.
Ogni iniziato che si rispetti sa bene che dall’ oscurità nasce la luce, come alla morte segue una Ri-nascita. Ogni cosa ha il suo opposto e questo per permettere all’uomo di comprendere (cum=assieme –prehendere=prendere) con il suo intelletto (Intus-legere, Intus=dentro- legere=raccogliere) duale (dualis= di due), con un percorso di consapevolezza, di raggiungere il Trino (Trinus, tri=tre – inus =somiglianza). Tornando all’Avatarismo, questi è una pratica che vede l’iniziato ai misteri partecipare attivamente al suo passaggio all’ Anima Mundi, divenendo (de-venire =venire giù) egli stesso Principio attivo dell’Unità non manifesta che è Universale ed assoluta. Questo Principio è inconcepibile all’uomo del volgo, perché esso è causa senza causa ed è essere senza essere. E’ tutto ciò che è, che stato e che sarà. Ed è tutto ciò che si è detto e tutto ciò che si è detto lo si è detto dalla sola idea del Verbo che è l’Opera Creatrice «O Lux qui mortalibus lates inaccessa Deus». Durante questa pratica è come guardare la propria immagine riflessa in una brocca di cristallo colma d’acqua, ci si perde nell’abisso dell’immagine distorta all’infinito, immagine fatta di luce nera astrale, la quale distrugge individualità del praticante, lasciando posto alla comprensione e svelando (dis-velare= togliere il velo) tutto ciò che è nella sua natura originaria, la quale è fatta di pura luce vibrante dove tutto nasce e tutto muore nello stesso istante in cui ci si posa l’attenzione.

Prima di proseguire su questa trattazione, dobbiamo innanzitutto comprendere e definire i concetti di: spirito, l’anima ed Ibi. Il Cristianesimo ortodosso sostiene che l’anima è la parte “spirituale” che costituisce l’uomo, che i teologi fanno chiamare Cristo, quest’anima è una sostanza differente dalla materia, non occupa spazio, non è un corpo con le sue tre dimensioni, sempre secondo l’ortodossia religiosa, l’uomo è un misto di fango ed afflatus (fiato o soffio) divino. Più chiaramente il Cristianesimo divide l’uomo in un corpo e in un’anima e fin qui ci può stare, ma vela il trino, come parte divina dell’uomo stesso, che si conclude, poi, nel quaternario, svelandone così solo la parte essoterica.

Mentre invece, la filosofia egizia sacerdotale, divide tutta la sintesi della vita e quindi, quella che è, la concreta natura dell’uomo, nei quattro simboli elementari vivificati nel simbolismo della Sfinge, in fatti, questa la si fa corrisponde ai quattro stati dello spirito umano “velato” ai profani ma non agli iniziati. Questi, sono i quattro stati del cubo dello spirito umano, dei quali comprendono: l’anima o uomo di luce (corpo solare), uomo volante o ibi (corpo Mercuriale), uomo impressionabile o sensibile (corpo Lunare), uomo terrestre o radice (corpo Saturnale). Nei Mondi di cui comprendiamo la fisica e la matematica ed altre arti liberali, v’è la difficoltà ad accettare lo stato di progressione dei vari corpi, in quanto questi sono sensibili al pensiero. In qualche modo la realtà che osserviamo è costituita dallo stesso pensiero/ragione che la osserva. Di immateriale puro non esiste neanche l’idea, e questo perché tutto è uno e l’unita è il Creatore stesso, e questo non è comprensibile alla sua creatura, nella misura in cui, egli è schiavo della sua stessa realtà auto costituitasi. In verità lo spirito è parte della materia ma in diversi modi d’intesa, da qui si comprende che : in ogni manifestazione della materia vi è un anima pensante, che in ogni forma conosciuta nell’Essere, come esserci, v’è contenuto un pensiero, che tutto ciò che è animato è pensato, che l’uomo è sovrano di tutte le forme, che ciò che crea è perfettibile, in quanto l’uomo stesso che genera il pensiero lo è, e che non esistono esseri superiori a lui i quali non siano stati già uomini in questi Mondi inferiori. In Altre parole e per farla breve bisogna distinguere e discernere che i vari “corpi” sono:

  • – Mercuriale = Cristo- Messaggero- Messia- Illuminato/nte
  • – Lunare = Madonna- Eva-Lilit- rispettivamente coscienza magica, normale, incoscienza
  • – Saturnale = Satana- bisogni fisici e desideri
  • – Solare = Uno – יַהְוֶה†- Uomo Nuovo – ritorno all’unita dopo la caduta.

Fondamentalmente non bisogna realmente distinguerli, ma ognuno è il complementare dell’altro, non esiste uno se non v’e coscienza dell’altro…Quindi per ascendere alla scala di Giacobbe o ai 125 gradini della scala spirituale dei cabalisti (Baal Hasulam), occorre, in qualche modo, costruire il proprio corpo Mercuriale o Ibi.

Questa virtù Ierofantica è simboleggiata nella chiave papale con le due chiavi o nella clavicola di Agrippa. Essa rappresenta la virtù che consente l’asceta di accedere al mondo celeste passando dagli inferi. Questa “croce filosofica” è simboleggiata ed è presente anche al centro della stella polare, questa stella è il tramite tre Dio e l’uomo, essa è punto di irraggiante e di luce creatrice, non è un caso essa rappresenti passaggio il tra il vecchio Mondo ed il nuovo tra la morte e la resurrezione. La stella polare dona accesso ai pani astrali, è un cancello, trasferisce al corpo mercuriale una volontà occulta dove l’uomo perde sé stesso per scopi superiori.

Tornando alla Pratica: fissando la stella Polare ad occhi aperti e nudi, in posizione distesa, si deve praticare per un’ora la respirazione “quadrata” (inspirare-trattenere-espirare-trattenere). Poi tracciare di rosso, su una pergamena, il seguente sigillo:

Riprendere poi la fissazione della stella, sempre in posizione distesa ma senza operare respirazione, poni la tua mente in stato passivo verso di essa, cioè osservala come se irraggiasse un fascio di luce azzurra, e che questo fascio sia assorbito vibrando di piacere sottile al contatto con essa; ora questa energia impregna e colma ogni fibra del tuo corpo. Il segreto in questo stato passivo è porsi con amore rispetto la stella, cosicché essa possa filtrare i vari “corpi” ed arrivare fino a te “se”. Da lì a pochi minuti sentirai il desiderio di voler raggiungere la stella con tutto il tuo essere e con tutto il tuo pensiero. In quel momento prendi la pergamena e bruciala ponendo la tua bocca molto vicino alla fiamma, in modo da fissare la tua volontà.

In questo modo avverrà una trasmutazione da subumano, dove il peso specifico animico è di bassa vibrazione ad iper-umano dove la vibrazione è sincretica a quella dell’universo tutto. Fatto ciò, ogni intelligenza ammoina si presenterà al tuo cospetto, spiriti, eoni, geni, numi e maestri passati a secondo del tuo desiderio e stato di Mag (separando, dissolvendo, coagulando) che è uno stato del corpo lunare che può essere tanto vicino alla materia che tanto all’Ibi. Quindi a secondo del proprio grado di coscienza si “osserveranno” nella gerarchia, spiriti ascendenti o discendenti. Spiriti connessi alla caduta dell’uomo nel corpo, dalla caduta di Adamo (androgenico). Essendo la caduta la prigione della carne, questa schiera di spiriti si trovano in uno piano a loro assegnato. Ecco perché esiste una gerarchia che è la prima causa che ha creato la scala di purezza, alla quale ogni cosa è legata. Allora la magia Avatarica concede, come Ibi, di immettersi in un corpo umano privo del suo corpo mercuriale. Naturalmente non è facile avere queste condizioni, ma non impossibile.

Questo prodigio, però, sarà possibile solo nel tempo dove il corpo mercuriale è privo di coscienza animica. Quindi il segreto maggiore sta nel creare un legame astrale con l’avatar che si intende far discernere, e questo legame astrale si ottiene mediante volontà dell’Avatar stesso. Ovviamente lo scopo di cotale pratica deve avere un fine positivo e benevolo, che significherà servirsi della possessione/resurrezione di Lazzaro, da parte del mercurio, per liberare l’uomo da sé stesso.